Papilloma virus:questo sconosciuto


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Le donne conoscono poco il Papilloma virus. E’ necessaria più informazione.
Il sondaggio mostra un quadro molto complesso che deve far riflettere. In una fascia di età tra i 16 ed i 18 anni  riferimento fondamentale per le politiche di prevenzione del cancro al collo dell’utero, su un campione di 60000 donne, il microrganismo è sconosciuto.

Nonostante il tam-tam mediatico diventi sempre più martellante i dati testimoniano che l’informazione non e’ ancora sufficiente. Il 76% delle under 25 non ha idea di che cosa sia l’HPV, quali conseguenze comporti, né tanto meno che esiste un vaccino per immunizzarsi. La situazione e’ leggermente migliore tra le donne adulte. Proporre nuove iniziative di educazione e sensibilizzazione, è urgentissimo. Si rendono necessari interventi di educazione all’igiene genitale, a quella sessuale e alla contraccezione.
A questo proposito l’esperto  afferma  che la vaccinazione contro l’Hpv rischia di produrre, in mancanza di informazioni corrette, un senso di sicurezza che potrebbe portare le giovanissime immunizzate a trascurare il rischio di altre infezioni sessualmente trasmesse, in primo luogo l’Hiv, e di gravidanze indesiderate. Ecco perché  occorre puntare sull’importanza di regole di igiene intima, sessuale e di contraccezione, abbinate al programma vaccinale. Il programma di vaccinazione per ora riguarda solo le bambine. Il papilloma virus genitale umano (HPV) è la più comune infezione sessualmente trasmissibile. Sono noti ben 40 tipi differenti di hpv capaci di infettare le aree genitali di uomini e donne, incluse la pelle del pene, la vulva ovvero l’area fuori dalla vagina, l’ano, labbra vaginali, cervice e retto L’Hpv è invisibile. La maggior parte degli infettati da Hpv non sanno di esserlo. Infatti non si sviluppano sintomi o problemi di salute anche se a volte alcune tipologie di HPV possono causare verruche genitali. Altri tipi di HPV possono provocare il cancro alla cervice uterina delle donna, insieme ad altre meno comuni, forme cancerose come quella alla vulva,vagina,ano e pene. Il cancro al collo dell’utero non ha sintomi sino a che non giunge nello stadio totalmente avanzato. Lo stesso accade con le forme tumorali della vulva, ano e pene, denotando un subdolo andamento della patologia. E’ fondamentale per ogni donna sottoporsi con regolarità ed assiduità a screenings e test diagnostici al fine di poter diagnosticare in tempo eventuali forme tumorali che senza l’ausilio della  diagnosi precoce porterebbero cosi ad infauste conseguenze. L’hpv genitale è trasmesso attraverso il contatto genitale, molto spesso durante rapporti sessuali anali ed orali.Un soggetto può avere il papilloma virus anche se sono passati anni dalla data in cui lei o lui hanno fatto sesso con soggetti infetti. Raramente una donna in stato interessante con HPV genitale può trasmettere al figlio il virus durante il decorso vaginale. In questi casi il bambino può sviluppare verruche nella gola o sviluppare la  papillomatosi,una sindrome patologica della voce. In media il 50% delle donne e degli uomini sessualmente attivi ad un certo punto della loro esistenza contraggono l’infezione da Papilloma virus. Ci sono importanti passi che le donne possono fare per prevenire il cancro al collo dell’utero. Il primo è il vaccino che protegge dalla maggior parte delle forme di tumore al collo dell’utero prima che l’Hpv si insinui. La diagnosi precoce e prevenzione con screening di routine e follow up di eventuali risultati diagnosticati. Il Pap test è fondamentale per identificare cambiamenti anormali e cellule pre cancerose nella cervice  uterina cosi da essere rimosse prima dello sviluppo del tumore. Utile risulta un test denominato HPV DNA che può evidenziare l’alto rischio da HPV. Però va ricordato che anche le donne che si vaccinano necessitano di regolari screening poiché il vaccino non protegge contro tutti i tumori al collo dell’utero E’ al vaglio degli studiosi e della scienza  anche un vaccino non ancora approvato per il papilloma nell’uomo.

 



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