I narcisi scelgono il bisturi low- cost


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foto © PongAccia / SoniaSembra che siano gli uomini i migliori clienti del turismo estetico. Coniugare vacanze e ritocco in paesi lontani e accattivanti come il Brasile, la Tunisia, l’Ecuador, l’Indonesia e la Colombia, sembra essere l’ultima frontiera senza paura.

Al contrario delle donne non temono un intervento lontano dal proprio territorio, dalla propria famiglia e trovano molto interessante il fattore economico, estremamente vantaggioso.


Un intervento di lifting in Colombia, ad esempio, costa circa 1.500 euro di spesa medico-chirurgica, a cui si aggiungono i 1.000-1.500 euro della spesa per il viaggio, lo stesso intervento in Italia costerebbe invece circa 12.000 euro.Sicuramente se un chirurgo sa fare il suo lavoro, in teoria non dovrebbe esserci molta differenza ma in realtà le differenze tra Paese e Paese non mancano. Perlo più sono determinate dai costi dei materiali impiegati, tra i rischi maggiori, infatti, va calcolata la possibilità dell’utilizzo di una cattiva qualità delle protesi, la possibilità di finire nelle mani di un ciarlatano e di trovarsi davanti a strutture inadeguate e senza un rigido controllo igienico sanitario. Senza considerare che in molti paesi i canoni di bellezza sono completamente diversi, ad esempio negli usa, più il ritocco si nota e meglio è, una sorta di status symbol, un fattore da non sottovalutare. Molte persone ultimamente si affidano ai tour operator specializzati nel settore, tra questi troviamo ”’Chirurgia e Vacanze”, che propone ai clienti “trasferte” in Tunisia, con pacchetti di viaggio comprensivi di volo, intervento e soggiorno in hotel a 4 o 5 stelle. E’ possibile anche incontrare i medici a Roma e avere un consulto preliminare.

Ecco qualche prezzo a confronto: con 3.200 euro si realizza una mastoplastica additiva contro i € 10.500,00 che dovrebbero essere spesi in Italia, una “ritoccatina” dei glutei costa 3.750 euro contro i € 7.000,00 in Italia;  un lifting 3.250 euro. Le tariffe sono sicuramente inferiori del 50-70% rispetto al nostro paese ma è necessario calcolare i rischi senza farsi ingolosire dalla voglia di migliorarci.



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