L’ Italia che ride e l’ Italia crocifissa


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“Viva l’Italia, l’Italia liberata, l’Italia dei valzer, l’Italia dei caffè”: così De Gregori canta in “Viva L’Italia”, uno dei suoi pezzi più belli e così si intitola la mostra inaugurata ieri sera a Milano e voluta dal mensile Max. La location, Corso Vittorio Emanuele, è perfetta per una esposizione di foto “open air” ed il tema, il “made in Italy”, è certamente di facile lettura. Due fotografi non qualsiasi, Giovanni Gastel e Fabio Lovino, hanno immortalato volti ed oggetti che rappresentano il “made in Italy” nel mondo, a cominciare da Brunello Cucinelli, Alessandra Inghirami, Beatrice Trussardi, Roberto Cavalli e molti altri nomi della moda, reale eccellenza italiana. Accanto a designers ed imprenditori della moda, sono stati splendidamente ritratti i volti di attori e personaggi del mondo dello spettacolo, non tanto come “portabandiera” del made in Italy nel mondo – molti di loro non sono assolutamente conosciuti fuori dal confine – quanto piuttosto come rappresentanti di concetti legati all’italianità ed alla contingenza storico sociale che il nostro paese sta attraversando: Ambra Angiolini e Fiorella Mannoia, ritratte in una sorta di Pietà al femminile, a richiamare “pietà per la dignità della donna”, Beppe Fiorello che chiede una “flebo di italianità” in una foto che si ispira ad un quadro di Arabella Vallone e, più semplicemente, Luca Zingaretti insieme con il fratello, il politico Nicola, intenti a cucinare. Bella la triade tricolore con spaghetti, caffettiera e Cinquecento che, al di la’ dei cliches, risulta perfetta come rappresentazione del made in Italy. Le foto sono visibili da tutti coloro che passeranno in Corso Vittorio Emanuele, fino al 30 di Aprile.

Tutto molto bello e tutto molto italiano. Viene subito da pensare alla dicotomia con un’altra esposizione che parla di Italia, quella di Gaetano Pesce. A pochi metri dalle foto di Gastel e Lovino, Pesce emoziona con un’ Italia diversa, meno spensierata, a dire poco: un’ Italia crocifissa, scarnificata, insanguinata. Un’ Italia che soffre, circondata da panche e banchi, quasi come in una sorta di chiesa. Pesce vuole invitare gli italiani a prendere coscienza dello stato in cui si trova il Paese, vuole dire la sua, in maniera forte e chiara, contro una classe politica dirigente di “parolai”. E soprattutto vuole incitare al “fare”, la cosa che davvero a noi italiani riesce meglio. A ben guardare, quindi, le due esposizioni, pur così diverse nella forma, mirano a ricordare i 150 anni dell’Unità d’Italia cercando di trasmettere lo stesso messaggio: “facendo” moda, design, automobili, food ed arte possiamo davvero rinascere. Meglio, possiamo risorgere. Di nuovo.

Claudia Rossi

 



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