Il Sigillo d’oro di Giovanni Paolo II


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Città del Vaticano, 29 aprile 2011. La notizia della Beatificazione di Giovanni Paolo II ha riportato nel mondo intero la forza e l’unicità della voce, mai dimenticata, di Karol Woytila. La Scrinium, su incarico esclusivo fiduciario mondiale dell’Archivio Segreto Vaticano,  onora la memoria dell’amato Pontefice con un’opera preziosa, straordinaria e a tiratura limitata, la prima in ordine di tempo tra le realizzazioni del progetto Exemplaria Praetiosa, che ha visto unita l’emissione ufficiale del Sigillo d’oro di Giovanni Paolo II alla preziosa edizione critica della bolla di Indizione del Grande Giubileo. Il Sigillo d’oro di Giovanni Paolo II assume oggi, nella concomitanza dell’avvenimento della beatificazione del pontefice, il carattere celebrativo  proprio delle emissioni ufficiali, volte a testimoniare nel tempo, attraverso la preziosità e il valore di tirature limitate e speciali, gli eventi storici di grande rilievo. L’emissione dell’Archivio Segreto Vaticano è distribuita in esclusiva mondiale da Scrinium, società fiduciaria dell’Archivio Segreto Vaticano per gli «Exemplaria Praetiosa». Per il suo valore simbolico e per la rilevanza dei contenuti, l’opera ben rappresenta la congiunzione dei settecento anni di storia intercorsi tra il primo Giubileo, indetto da Bonifacio VIII, e il Grande Giubileo di Giovanni Paolo II.


 

Giovanni Paolo II, uomo e pontefice illuminato, ha condotto un vasto percorso di dialogo volto all’unione delle forze per ristabilire la pace e la giustizia ovunque queste fossero state violate. La sua più viva esortazione “non abbiate paura” ha tangibilmente aperto le porte del mondo.

Un infinito universo di gesti e parole hanno caratterizzato la storia, lunga e coinvolgente, del suo pontificato. Pontefice amato per la sua prodigiosa umanità, straordinario uomo di pace e apostolo della fede, egli ha lasciato alla civiltà universale contemporanea un’eredità spirituale e di amore senza pari; eredità spirituale che oggi, nel tempo imminente della sua beatificazione, la folla dei fedeli, stringendosi nuovamente a lui, renderà più viva che mai.

Il sigillo papale, o bulla, appeso ai grandi e solenni documenti, costituisce un elemento diplomatico di rilievo dei documenti pontifici. Ed è derivata dall’apposizione di questo imprescindibile elemento la consuetudine di definire “bolle papali” i documenti pontificali. Come l’anello piscatorio, il sigillo papale è strettamente personale e anch’esso viene distrutto dopo la morte del pontefice.

Il sigillo d’oro di Giovanni Paolo II, nell’esclusivo progetto dell’Archivio Segreto Vaticano, è l’unica emissione in fac simile autorizzata, numerata e certificata dell’originale che ha siglato tutti i documenti emessi  dal Sommo Pontefice nei 27 anni di pontificato.

Essa rappresenta uno dei momenti centrali del papato di Giovanni Paolo II, l’Indizione del Grande Giubileo, evento storico senza precedenti.

Il pensiero spirituale e la volontà del Pontefice per l’evento che, più di ogni altro, ha recato in sé parole e gesti di profonda e toccante fede sono contenuti nel prezioso documento a cui è appeso il sigillo e che riporta il testo integrale in latino della bolla pontificia.

L’Archivio Segreto Vaticano, nello scegliere fra gli innumerevoli documenti storici conservati nel suo straordinario patrimonio documentario, ha ritenuto di celebrare con l’emissione in oro, rara ed esclusiva, del suo sigillo l’universalmente amato Karol Woytila nell’atto storico che lo vide porgere e chiedere al mondo il perdono, il dialogo e il saluto della pace.

“Incarnationis mysterium”è il titolo che diede alla bolla Giovanni Paolo II e che rievoca  le parole dell’apostolo Paolo: “Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna”, parole da cui traspare la compiutezza del mistero dell’Incarnazione redentrice. Mistero cui il Sommo Pontefice non poteva non riferirsi per celebrare l’alba del terzo millennio.

Giovanni Paolo II, che ha varcato la soglia del nuovo millennio nella pienezza spirituale di questo tempo, ha saputo trasmettere all’umanità intera, e con profondo senso di fede, la sostanza dell’evangelico granello di senapa diventato un grande, universale albero: la Chiesa accresciuta nei 2000 anni della sua storia. All’alba del tertio millennio, quale segno propizio e di aiuto al fine di scorgere le tracce della presenza di Dio nel nostro tempo, egli scelse le parole di sant’Ireneo: “noi non possiamo permetterci di dare al mondo l’immagine di terra arida, dopo che abbiamo ricevuto la Parola di Dio come pioggia scesa dal cielo; né potremmo mai pretendere di divenire un unico pane, se impediamo alla farina di essere amalgamata per opera dell’acqua che è stata riversata in noi”.

Esempio di umiltà e umanità, uomo di pace e uomo di Dio, Karol Woytila nel predicare il Vangelo ha saputo rinnovare nei credenti un profondo senso di appartenenza.

“Esistono persone che lasciano dietro di sé come un sovrappiù di amore, di sofferenza sopportata, di purezza e di verità, che coinvolge e sostiene gli altri” egli scrisse, e l’essenza di queste parole, di toccante trasparenza, restituiscono il senso e la misura dell’uomo e del Papa pellegrino nel mondo per amore.

 



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