Chirurgia plastica: disinformazione e sensazionalismo a “Pomeriggio Cinque” di Barbara D’Urso


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Barbara D'UrsoNel corso  della trasmissione pomeridiana in onda su Canale 5 “siparietti trash” a base di pomate contro le emorroidi e operazioni in diretta tv, fomentano una cattiva informazione sulla chirurgia estetica. Al fine di chiarire alcuni aspetti fondamentali della faccenda intervistiamo Alessandro Gualdi Dottore di ricerca e specialista in chirurgia plastica.

Il 14 aprile 2011 durante la trasmissione  televisiva “Pomeriggio Cinque” condotta da Barbara D’Urso su Canale 5, si è parlato di un trattamento sostitutivo della blefaroplastica.
Cosa ne pensa?

Credo che non fosse per niente un trattamento sostitutivo di un intervento molto ben codificato ed efficace come la blefaroplastica superiore che trova indicazione in caso di blefarocalasi vera, cioè di un eccessiva ridondanza della cute palpebrale superiore, che in genere sopravviene con il passare degli anni. A volte la blefarocalasi è presente anche nel giovane per questioni costituzionali e familiari, ma penso che l’intento fosse di spettacolarizzare un trattamento pressoché inutile per l’indicazione dichiarata e tra l’altro effettuato neanche con un laser adeguato.

Durante il dibattito si è fatto riferimento anche all’uso di Preparazione H, pomata contro le emorroidi. Che effetto potrebbe avere sul viso?


La crema è fatta dal Saccharomyces cerevisiae che è lo stesso fungo o lievito usato per la birra e altre fermentazioni alimentari. Dal fungo è estratto il principio attivo fatto da peptidi specifici presenti nel preparato. Pare abbia la capacità di stimolare la guarigione delle ferite e di decongestionare. Da anni preparazione H è conosciuta in tutto il mondo per la propria azione quasi comprovata di decongestionante (usato per ridurre le borse da stasi). Diciamo che negli Stati Uniti gli si attribuiscono capacità miracolose ma non è la panacea per il ringiovanimento facciale come qualcuno accennava nella trasmissione della D’Urso. Può essere utile in minima parte per decongestionare palpebre e viso la mattina o dopo piccoli interventi, ma senza effetti miracolosi. Più che altro è un “rimedio della nonna” con il difetto di avere un odore sgradevole avendo come eccipiente l’olio di fegato di pescecane.

Secondo lei scientificamente è stato dato un messaggio corretto?

No, credo si sia cercato di vendere un prodotto cavalcando la falsa demonizzazione della tossina botulinica che fa tanto clamore e per il gusto di proporre trattamenti estetici “mini invasivi”. Mi spiego: la tossina botulinica trova indicazioni la dove le rughe sono causate dalla contrazione dei muscoli mimici, corrugatori, procero, tra le sopracciglia frontali sulla fronte e orbicolare per le zampe di gallina. Esprimendo il suo effetto modula la contrazione muscolare inibendola. I laser secondo la lunghezza d’onda, generano un effetto ringiovanente sulla cute levigandola con il più grossolano dei suoi effetti. Oggi ci esistono laser evoluti che hanno capacità di migliorare l’ elasticità della cute, rimuovere macchie, discromie e obliterare capillari e teleangectasie. Questi sono tutti effetti coadiuvanti nel ringiovanimento del volto, sinergici se mai, all’utilizzo del botox e della chirurgia, ma non alternativi. Mi spiego meglio e dico che “difetti” diversi hanno trattamenti/”cure” differenti. Un approccio “multiplo” può dare un risultato migliore.

Qual è la sua opinione sul mercato della tossina botulinica? Il botox è davvero controproducente e antiestetico cosi come affermato in trasmissione?

Gli effetti della tossina botulinica si conoscono da molto tempo, infatti, i primi lotti erano di derivazione militare stoccati durante la guerra fredda. La tossina trova vari utilizzi in medicina. Nella medicina estetica si utilizza da più di venticinque anni e il suo utilizzo è ben codificato per le rughe della fronte, zampe di gallina e rughe tra le sopracciglia. E’ vero che ci sono studi, come quello del 2008 condotto dal Dipartimento di neuro biologia del CNR di Pisa, che dimostrano come la tossina botulinica di tipo A, risalga per trasporto retrogrado assonale, diffondendosi da una sinapsi all’altra. Bisogna precisare che lo studio, mirato all’epilessia, è stato condotto su cavie con inoculazioni intracerebrali e con dosaggi enormemente diversi da quelli utilizzati nell’uso estetico. Per tali motivazioni non trova nessun tipo di riscontro con il dosaggio e i siti d’inoculazione utilizzati nella realtà clinica dell’uso terapeutico ed estetico, che utilizza concentrazioni infinitesimali. Tutto ciò rende  impossibile paragonare il modello sperimentale animale all’utilizzo nella pratica clinica umana. Per quanto riguarda il mercato nero e parallelo di prodotti “simil botulinici” o contraffatti è una realtà sovrapponibile ad altre realtà commerciali, dove per abbattere i costi, si possono reperire, come in altri settori, prodotti a basso prezzo e non certificati. Il professionista serio deve dunque rifornirsi di materiale, adeguato, sicuro e certificato.

Durante la diretta una giornalista del settimanale Panorama ha parlato della sua inchiesta sulla chirurgia estetica. Mentre si discuteva, lei ha affermato che la giornalista del settimanale, stava fornendo un informazione parziale. Perché ? Ci spieghi meglio.

Come già spiegato, la tossina botulinica è utilizzata da anni nella pratica clinica  neurologica, oculistica oltre che estetica con oltre più di 3.000 studi che ne certificano sicurezza ed efficacia. E’ vero che la tossina botulinica di tipo A da cinquanta unità, approvata sul mercato italiano per uso estetico dal 2004 per il trattamento delle rughe glabellari, vanta sette anni di esperienza. Una garanzia di assoluta sicurezza d’utilizzo per l’esperto e di piena soddisfazione per il paziente. Gli altri siti d’inoculazione sono off-label ciò significa che il Ministero non riconosce l’utilizzo del farmaco ad esempio per le zampe di gallina ma non vieta al medico di poterla utilizzare sotto la sua responsabilità. In realtà è più un cavillo burocratico che non una realtà clinica, visto che ogni trattamento medico è sotto la responsabilità dell’operatore. Cosa che trovo scontata oltre che sacrosanta. In termini di sicurezza i dati relativi ad eventuali effetti collaterali della Tossina Botulinica di tipo A , 50 Unità, riportati al Ministero della Salute, sono stati 13 dal 2008 ad oggi. Di questi, undici classificati come “non seri” e due più seri. La tossina botulinica è approvata in più di ottanta Paesi per l’uso terapeutico, per un totale di ventuno differenti indicazioni. Per l’uso cosmetico invece è approvato in oltre quaranta Paesi in tutto il mondo.

Spesso nell’ambito dell’informazione scientifica, parlando di chirurgia estetica,  si forniscono notizie poco corrette. Come valuta la situazione italiana?

Credo che sia malata di sensazionalismo, fa molto notizia parlare chirurgia estetica e fa ancora più notizia parlare del danno dell’anima nera che si nasconde dietro la mal pratica di tale disciplina quindi per amor di audience, si utilizzano titoli altisonanti e si evocano demoni inesistenti con il risultato che invece di fare informazione si fa terrorismo e disinformazione. Affidando il messaggio a persone poco qualificate o che non interpretano in maniera corretta il messaggio scientifico che deve suffragare qualsiasi aspetto medico.

Quali competenze sono necessarie per dare una corretta informazione anche in tv in qualità di esperto di chirurgia estetica? Quanti sono i professori di chirurgia estetica in Italia?

In Italia non è richiesta una competenza specifica per occuparsi di medicina e chirurgia estetica, Per formazione da sempre i più indicati a occuparsene sono i medici specialisti in chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica. Ultimamente si è cercato di colmare il vuoto di formazione per evitare che chiunque, scrivendo medicina estetica, si occupasse di questo senza formazione istituendo dei corsi post laurea, nei quali io insegno, che rilasciano il titolo di master in medicina estetica di solito solo teorici e di durata annuale. Vero è che questa disciplina la fanno i risultati e l’ esperienza la formazione e la passione e non i titoli a cui noi italiani siamo molto affezionati. Per rispondere alla sua domanda, i professori di medicina estetica non esistono nell’ambito dell’università italiana. Ci sono cattedre e scuole di Chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica e solo i titolari di queste sono Professori ordinari di chirurgia plastica. Gli altri possono avere insegnamenti nell’ambito delle scuole di specializzazione e definiti Professori a.c. che sta per “a contratto” titolo di cui possono fregiarsi solo in ambito accademico.  Credo che si debba fare molta attenzione a chi ci si affida. E’ importante che sia abilitato alla professione medica e che abbia una formazione e una professionalità adeguata.

 

Giorgio Mammoliti



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