La frutta e la verdura per il lattante è solo in vetro? E dopo?


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La frutta e la verdura sono alimenti essenziali per la buona salute. Chi decide di eliminarle per paura della presenza di residui di fitofarmaci finisce con il danneggiarsi di più. Insomma, la frutta deve essere una buona abitudine quotidiana e comunque un accurato lavaggio della buccia sotto acqua corrente è comunque consigliato per allontanare polvere e batteri. La frutta di stagione è più gustosa, più economica e più sicura, perché avrà richiesto meno input energetici e chimici per maturare. E’ più sicura anche perché provenendo in buona parte dall’Italia sarà stata prodotta secondo le regole dettate dall’Unione Europea. Cosa che non sempre succede per la frutta importata, e non si tratta solo di frutta esotica: molte mele, pere arance fuori stagione arrivano da paesi extra UE.

Naturalmente, per chi cerca la “massima sicurezza”, è a disposizione ormai in moltissimi negozi la frutta proveniente da agricoltura biologica, affiancata in genere da marchi di produzione da agricoltura sostenibile, nella quale è stata utilizzata la lotta integrata nel controllo delle malattie e degli insetti dannosi, per cui l’uso dei fitofarmaci è molto limitato. Complessivamente sono oltre un milione le verifiche e le ispezioni effettuate sul made in Italy alimentare nel corso di un anno tra Agenzie delle Dogane, Nas dei Carabinieri, Istituto Controllo Qualità, Capitanerie di Porto, Corpo Forestale e Carabinieri delle Politiche Agricole, Asl, ai quali si aggiunge l’attività degli organismi privati. La frutta e la verdura made in Italy sono un ottimo alleato per la salute. Pane, pasta, frutta, verdura, extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari hanno consentito agli italiani di conquistare fino ad ora il record della longevità con una vita media di 78,6 anni per gli uomini e di 84,1 anni per le donne, nettamente superiore alla media europea.  Ma il crollo del 20% nei consumi familiari di frutta e verdura avvenuto negli ultimi cinque anni, con una tendenza all’abbandono dei principi della dieta mediterranea soprattutto nei giovani (un bambino su quattro non consuma ortofrutta a tavola almeno una volta al giorno) stanno mettendo a rischio questo primato. Nel 2009 sono stati analizzati per la ricerca di residui di prodotti fitosanitari 5.573 campioni di frutta, ortaggi,  cereali, olio e vino e nel 99,2% i prodotti sono risultati sicuri. Ciò significa che sono risultati irregolari solo lo 0,8% dei prodotti a fronte, invece, di una media europea di irregolarità pari al  3,5%. Frutta e verdura, grandi alleati della salute, in Italia sono sicuri. I consumatori possono stare dunque tranquilli, visto che tra l’altro le norme prescrivono dei livelli massimi di residui di fitofarmaci che vanno a tutelare la salute anche dei consumatori più vulnerabili, come i vegetariani e i bambini. Per i prodotti ottenuti con metodo di produzione biologica, i risultati degli ultimi anni evidenziano una continua diminuzione della presenza di residui di prodotti di sintesi chimica, anche se nel 2009 sono stati riscontrati 3 campioni irregolari. Infine, per gli alimenti per la prima infanzia (es. omogeneizzati) i risultati ottenuti non evidenziano alcuna irregolarità, ne presenza di residui. Gli alimenti per il divezzamento del bambino sono dati dalla carne/pesce (proteine, sali minerali, vitamine), cereali (carboidrati, proteine), frutta (carboidrati, sali minerali, vitamine), verdure (sali minerali, vitamine, fibre). Di seguito ecco i principali contaminanti chimici. Per la frutta: pesticidi, micotossine, ditiocarbammati, metalli; per l’olio: pesticidi, metalli, solventi clorurati. Per i cereali: pesticidi, micotossine, metalli pesanti (cadmio,piombo); per le verdure pesticidi, nitrati, ditiocarbammati,  metalli pesanti. Per la carne: pesticidi, anabolizzanti, farmaci, policlorobifenili, metalli pesanti.

 

Ad oggi la situazione dei residui è la seguente: il 40,4% della verdura esaminata presenta livelli massimi di residui (LMR). In particolare residui inferiori al limite di quantificazione sono stati trovati per asparagi, cavolfiori, fagioli, piselli e scarola. Verdura con residui (campioni regolamentari rispetto alla legislazione in materia) per cipolle, fagiolini, agli, cetrioli, zucchine, pomodori, bietole, meloni, radicchi, patate. Riguardo alla frutta, le irregolarità (72,6%) sono ascrivibili a varie tipologie di frutta; in ordine decrescente: albicocche, ciliegie, prugne e susine, fragole, pere e mele.

Il consumo di alimenti per Kg di peso è pari, sotto il primo anno di vita, a 45 g/Kg mentre nell’adulto è pari a 12 g/kg. Per questo il bambino ha di fronte a sé molti anni di esposizione alle sostanze tossiche e quindi maggiore è la probabilità di subirne gli effetti a distanza. Negli alimenti possono essere presenti contaminanti da trattamenti (antibiotici, Ogm, pesticidi, ormoni, additivi, ecc.) e contaminanti naturali (batteri, virus, micotossine, nitrati). Esistono poi i contaminanti ambientali (metalli, policlorobifenili, radionuclidi). I limiti di legge dei pesticidi sono, per gli alimenti freschi, 100-500 ppb, mentre per gli alimenti per l’infanzia è < 10 ppb. Tra i contaminanti naturali vi sono le micotossine. Queste sono metaboliti secondari, tossici, prodotte da muffe che colonizzano gli alimenti. La produzione può avvenire in campo, durante la raccolta, lo stoccaggio, la trasformazione, nella dispensa e nel frigorifero di casa. Le micotossine sono molto resistenti all’ambiente e possono sopravvivere alla morte del fungo che le ha prodotte. Inoltre, non sono denaturate dalla cottura. Gli alimenti a rischio relativamente al contenuto di nitrati le verdure e l’acqua. I nitrati delle verdure sono trasformati in nitriti nel tratto gastrointestinale ad opera della flora batterica. La trasformazione in nitriti può avvenire anche per una cattiva conservazione della verdura, soprattutto dopo la cottura. Nel lattante i nitriti possono provocare metemoglobinemia (“sindrome del bambino blue”), interferire con l’utilizzo e l’accumulo nel fegato di vitamina A, formare nitrosamine, sostanze ritenute cancerogene. In pratica sono sconsigliate l’assunzione di carote, bietole, spinaci, prima del quarto mese di vita. E’ buona regola acquistare poca verdura per volta e conservarla per tempi brevi al freddo (maggiore è il tempo di conservazione, maggiore è la trasformazione dei nitrati in nitriti). Non conservare la verdura in sacchetti chiusi (la mancanza d’aria favorisce la trasformazione dei nitrati in nitriti). Relativamente all’acqua, questa deve avere un basso contenuto di nitrati e il brodo delle verdure deve essere preparato e consumato. E’ anche importante aumentare il consumo di vitamina C (previene la formazione di nitrosamine) e, nel bambino più grande evitare i salumi. In conclusione il lattante e con lui gli omogeneizzati, non possono chiamarsi fuori dalla sicurezza alimentare: il bambino diventerà adulto e, dopo il 1-2° anno sarà “costretto” ad assumere la frutta e la verdura di noi adulti. Anche per questo, è necessario che siano comunque proseguiti i piani nazionali che, attualmente, il Ministero della Salute ha previsto  triennali per il controllo, la valutazione di  eventuali effetti derivanti dall’utilizzazione dei prodotti fitosanitari  sulla salute.

Giorgio Pitzalis

Medico Pediatra Nutrizionista

Responsabile scientifico di www.giustopeso.it



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