A volte Ufficiale, non sempre gentiluomo: il principe azzurro arriva in moto e con il doppio casco


Add to Flipboard Magazine.

Donne di ogni generazione si sono ritrovate, distratte, a guardare fuori dalla finestra del proprio posto di lavoro pensando di vedere arrivare “lui”, un simil Richard Gere a bordo di una Triumph Bonneville roboante, pronto a portarsele in braccio (e poi sopra un non proprio comodissimo sellino), da lì all’eternità. In Estate torna la voglia di moto: muoversi velocemente, viaggiare con  “les cheveux dans le vent”, come cantava la bellissima Brigitte Bardot in “Harley Davidson” e soprattutto, muoversi con stile. Da che Marlon Brando si è fatto vedere a bordo di una Triumph Thunderbird, dando vita ad una delle immagini più iconografiche del cinema mondiale (era il 1953 ed il film era “Il selvaggio”), il mezzo di trasporto del “principe azzurro” è decisamente cambiato: il “cavallo bianco” delle favole ha lasciato il passo alle due ruote. In un anno nero per il mercato dei motocicli (secondo Confindustria ANCMA – 15,6% per le immatricolazioni di scooter, -14,2% per quelle di motociclette e -22,5% per i ciclomotori), si registra una forte richiesta, da parte dei consumatori, di incentivi statali per il mercato auto – moto: ben il 45% degli italiani chiede che vengano ripristinati incentivi di settore ma, se andiamo ad approfondire, è più alta la percentuale di coloro che si dichiarano propensi all’acquisto di una motocicletta piuttosto che di un’automobile nuova: 8% contro 4%. All’interno del comparto motocicli si scopre, poi, che le moto di grossa cilindrata, soprattutto da turismo e custom, continuano a tenere. Pare, dunque, evidente che acquistare una moto, in tempi di crisi come questi, voglia ancora dire acquistare libertà, sogno on the road, filosofia del viaggio come destinazione. La nostra iconografia contemporanea è costellata di veri e propri miti a bordo di una due ruote, tanto che le stesse due ruote sono diventate “mito”. E’ nel 1969 che nasce, imponendosi da lì a poco in tutto il mondo, il “sogno Harley Davidson”: Peter Fonda e Dennis Hopper guidano due Harley Davidson Panhead. E’ “Easy Rider”, il viaggio rock’n’roll di una nuova America. L’anno dopo Lucio Battisti canta “Il tempo di morire”: l’amore per una donna è così forte da mettere in gioco la carissima motocicletta “dieci HP”.

Nel 1982 arriva Richard Gere in “Ufficiale e Gentiluomo” e la moto acquista una connotazione romantica, che fino ad allora le era rimasta estranea: le donne iniziano a fregarsene del casco che spettina i capelli, delle gambe che rischiano l’amputazione e del vento che, nove su dieci, causa congiuntivite per giurare “amore eterno” al cavaliere in motocicletta. Dimenticato, a fatica, Richard Gere, ecco arrivare Tom Cruise: è il 1986, l’anno di “Top Gun” e della sua indimenticabile Kawasaki. Bruce Willis, qualche anno dopo, è bello e dannato a bordo della sua Harley Davidson (“Pulp Fiction”, anno1994) mentre Pierce Brosnan è spregiudicato e adrenalinico a cavallo della sua BMW R1200 in “007 Il domani non muore mai”. Anno dopo anno, cinema e musica hanno mostrato, cantato e raccontato di storie in motocicletta: appassionati ed amatori di tutto il mondo l’hanno desiderata, corteggiata ed infine, avuta.

Molte sono le possibilità per vivere le proprie vacanze spostandosi con le due ruote. Il sito motovacanze.it (http://www.motovacanze.it/chi_siamo.htm) organizza vacanze di gruppo, rigorosamente in moto.

Su motoitinerari.it (http://www.motoitinerari.com/) l’autore racconta dei propri viaggi in motocicletta, fornendo indirizzi, informazioni e tempi di percorrenza. Infine su motoraduni.it (http://www.motoraduni.it/) è possibile trovare tutti i raduni per motociclisti, organizzati nel territorio: tantissime proposte per il prossimo 2 Giugno. In viaggio con Lola http://www.inviaggioconlola.com/ita/index.php) è, invece, un sito che racconta l’esperienza in moto di Lola, una femmina di cocker spaniel di 8 anni che ha percorso, insieme ai propri padroni, oltre 50.000 km in moto. Molti altri i blog che raccontano esperienze simili a quella dell’adorabile Lola, quasi a dimostrare non solo la perdita dei segni di machismo per troppo tempo associati alla motocicletta ma anche che, in alcuni casi, le due ruote possono diventare un mezzo “animal friendly”.

A proposito di passeggero, ci sono alcune regole di “bon ton” che andrebbero rigorosamente seguite: portare sempre uno spray per pulire l’interno del secondo casco, dare indicazioni su come salire comodamente sul sellino, munirsi di uno stick per contrastare eventuali punture di insetti de infine cercare di far apprezzare il viaggio anche a chi sta seduto dietro, mantenendo una velocità che non gli faccia assumere un’ espressione stile “Urlo” di Munch.

Leggendo queste “raccomandazioni di galateo” viene da pensare, quasi esclusivamente, ad un passeggero femminile: in realtà, molte sono le donne che, oggi, possiedono un mezzo a due ruote e secondo il 39% degli italiani sarebbero addirittura più brave degli uomini nel guidarlo.

A ben guardare è forse il caso di dire che “Il principe e la principessa partono per le vacanze, insieme, a bordo di una fiammante motocicletta”.