“Il Chirurgo dell’anima” di Pietro Lorenzetti


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Lo SPREAD della bellezza è in rialzo, ma serve più alla carriera che al matrimonio. Le bionde guadagnano il 7% in più l’anno e sposano uomini più ricchi (6%) e in tempi di crisi investono in ritocchi per combattere la crisi. Gli uomini preferiscono le belle …ma sposano le ‘carine’. Gli uomini corteggiano e collezionano flirt con le bellissime, che aumentano il loro status e la loro autostima, ma sposano ragazze gradevoli ma più rassicuranti. La bellezza della partner infatti, specie se vistosa, è motivo di insicurezza per l’uomo. Tenerla legata a sé e lottare continuamente con eventuali rivali è molto faticoso. La bellezza femminile e quindi è una caratteristica desiderabile che ha un rovescio della medaglia. Le donne molto belle, rifatte o meno, collezionano molte conquiste e sono gratificate dai corteggiatori, ma hanno maggiori difficoltà a costruire una relazione stabile o matrimonio felice. “ Nella mia esperienza, che gode di un punto di vista privilegiato, più che nelle relazioni la bellezza oggi è qualcosa che viene ricercata perché può aiutare nel mondo del lavoro” spiega il professor Pietro Lorenzetti, direttore del reparto di chirurgia plastica estetica e ricostruttiva presso la casa di cura Villa Benedetta di Roma “ diverse ricerche e molti studi di psicologia sociale sostengono che le persone attraenti siano avvantaggiate nel percorso scolastico e nel lavoro.  Uno studio dell’Università del Queensland, a Brisbane, ad esempio, ha rilevato che le donne bionde guadagnano circa il 7% in più (sino a 2mila euro l’anno in media) rispetto alle signore con chiome di altri colori e si sposano con uomini più ricchi delle altre (circa il 6% in più). La letteratura scientifica si è concentrata nel verificare l’esattezza dello stereotipo bello uguale buono, ossia il pregiudizio secondo il quale alla bellezza si accompagnano tratti psicologici positivi. I risultati sono molto interessanti: la bellezza fisica funziona come segno di status, alla pari con la razza e le capacità economiche. Già nel 1974 Landy e Sigall fecero leggere un saggio a degli studenti divisi in tre gruppi: il primo era indotto a credere che l’autrice fosse bella, il secondo che fosse brutta mentre al terzo non era fornita alcuna indicazione. I giudici uomini giudicarono la bella come più dotata e diedero un voto più alto mentre i giudici donne valutarono il saggio negativamente. È solo una delle numerose ricerche che dimostrano come un aspetto attraente abbia un potere persuasivo che viene ricercato e “speso” nelle relazioni.

La bellezza non ci protegge dal dolore e dalle delusioni, ma in un momento di crisi economica può essere un fattore di competitività nel mondo del lavoro”. In una indagine americana su cui capi del personale di un gruppo di aziende si è verificato che i selezionatori collocano la bellezza al terzo posto dopo esperienza e sicurezza ma prima del curriculum scolastico. Ad essere premiato non è l’aspetto in sé ma caratteristiche come la sicurezza e l’autostima che l’essere attraenti sembra offrire.

 

Va detto inoltre che le persone scelte sono quelle più gradevoli, curate e che si prendono cura di sé in modo naturale. Gli eccessi, nel trucco, nel look o nei ritocchi, sono spesso la spia di un disagio. “La chirurgia estetica e plastica devono tendere al risultato soft, poco evidente, ancora di più sul lavoro dove il ricorso continuo al ritocco può essere controproducente” sottolinea l’autore del saggio “Il Chirurgo dell’anima” da poco uscito per Baldini e Castaldi “botulino, filler, liposuzione e mastoplastica non sono più da tempo appannaggio solo di attrici e donne dello spettacolo, ma sono ormai strumenti per fare carriera, apparire giovani, efficienti e grintose. Le bruttine stagionate, quelle che rinunciano a truccarsi e che tentano di sfondare solo grazie al cervello faranno molta più fatica. Esiste infatti nel cervello umano una sorta di ‘recettore’ della bellezza che alla vista di qualcosa di esteticamente gradevole risponde con una emozione piacevole, che dal nervo ottico raggiunge il nucleo accumbens, zona del cervello che elabora le sensazioni di ricompensa e di piacere. Un meccanismo che in parte spiega come mai la bellezza sia così ricercata e sia tutt’altro che un elemento futile

Ecco a cosa serve apparire gradevoli nelle diverse età della vita:

20 anni – conquistare nuovi partner

30-40 anni – essere competitive nella carriera e trovare marito

50 anni – avere un aumento economico e un incremento nel prestigio

60 anni – migliorare l’autostima e le relazioni

70 anni – stare bene con se stesse



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