Il nuovo mondo


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Un incontro inaspettato. Un anno che scorre davanti. E nella vita di Vittoria, seppure con l’inganno e con l’odio, cominciò a cambiare tutto. Perché esistono dolori più grandi del tradimento e piani superiori ai nostri voleri. L’apparenza è un fumo che ci acceca.

Può esserci un viaggio in cui, attraverso un duro percorso, le forze oscure della vita hanno dei modi terribili ma necessari; sono quegli accadimenti che scavano nell’anima, e asciugando il dolore, ogni dolore, possono portare alla ricchezza umana un forte contributo. Questo non è un percorso per tutti: occorre il coraggio di interrogarsi e guardare oltre, perché un passo più in là delle apparenze può esserci un nuovo mondo. Il libro di Catena Fiorello – ‘Casca il mondo, casca la terra’- editore Rizzoli, 17 euroè una storia fatta di ricerca e travaglio interiore, di mutamento.

Vittoria (la protagonista), parte  per il suo viaggio da via Condotti, a Roma, dove incontra “Lalli” (Laura), l’amante di suo marito e quindi ‘sua’ nemica. Vittoria vive i propri privilegi come un dogma. Ha conquistato l’alta società che ha sempre desiderato, e non tollera che qualcosa o qualcuno possa mettere in pericolo il suo stile di vita fatto d’ipocrisie e superficialità, di buone maniere (fittizie), di superfluo e di frivolo. La sua è la famiglia borghese perfetta: così lei vuole continuare a vederla. Le apparenze sono tutto.

Quell’incontro con Laura gli sembra un regalo del destino perché anche lui, in fondo, è un po’ borghese e non può che aiutarla nei suoi propositi di “rimettere le cose a posto” dandogli la possibilità di una rivincita da moglie ferita.

Laura, la nemica da punire, diverrà invece la sua coscienza capovolta perché Vittoria, pian piano, gli lascerà uno spazio aperto per entrare in sé. Vittoria si accorgerà che l’odio non è necessario; esistono altri spazi, altri modi di vivere per perdonare e trovarsi ‘rinnovati’.

Un dialogo interiore ed esteriore che contiene tutto un mondo di conflitti e riempie le pagine del libro portando a quelle riflessioni ineluttabili sulla superficialità, il cinismo e il pregiudizio delle apparenze nella società in cui viviamo.

L’autrice di “Picciridda” (era l’anno 2006) è cresciuta, e sempre meno persone (e lettori) potranno dire di ricordarsi di lei “solo” perché sorella di Rosario e Beppe. Una dignità letteraria e personale che Catena Fiorello si è conquistata con una penna intinta nella passione e nella perseveranza. Il titolo “Casca il mondo, casca la terra”, può evocare, in molti, i giochi della fanciullezza; anche se la vita, ti accorgi poi, non è un gioco ma una serie di corse di resistenza. La ricerca di un percorso che ci porti a sentirci migliori può ridurre le distanze e l’ansimare delle nostre corse.

Per deviare le ‘forze oscure’ che ci governano, dandogli legittimazione interiore affinché ci aiutino nella ricerca, bisogna lasciarle entrare nel chiarore dei nostri occhi e nel tepore dei nostri cuori: la ‘Vittoria’ di Catena l’ha fatto, e la scelta di quel nome, non poteva essere migliore.

Danilo Stefani



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