Letto per voi: Traffico d’organi


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In uno squallido ghetto di Madras, in India, nella regione del Tamil Nadu esiste una amena località turistica chiamata “Kidney bazar”. Il mercato dei reni oggi non è più confinato in questo remoto angolo di terra ma è diventato anche lui globale. Solo in quella regione almeno 5000 persone tirano a campare con un rene solo. A Istanbul ogni domanica un pullman stipato di poveraccio sbarca persone davanti al piazzale della clinica Vatan: vengono segregati in alberghi fatiscenti sino al momento dell’espianto, ricuciti alla meglio, dimessi e rimandati a casa con pochi soldi in tasca. Traffico di pezzi di esseri umani disperati che vendono per poche migliaia di euro un organo a favore di ricchi occidentali in attesa di trapianto. Traffico che per anni è stato liquidato, omesso, celato come ‘leggenda metropolitana’ per non voler guardare davvero ad un fenomeno che è il simbolo della disparità tra i due emisferi del mondo dove i poveri sono disposti vendere qualsiasi cosa e gli intemediari a qualsiasi nefandezza per arricchirsi: nalla sola Mumbay dal 1970 al 1989 sarebbero passate per le mani dei mediatori circa 8 milioni di dollari e centinaia di milioni  nelle tasche di medici compiacenti e senza scrupoli, che si avvalgono di normative lasse per arricchirsi.

Il libro della giornalista scientifica del Corriere della Sera Franca Porciani, illustre collega, andrà a far parte di quella bibliografia essenziale inaugurata dall’antropologa Nancy Scheper -Hughes che da molti anni si batte per portare alla luce questo fenomeno. Situazione alimentata da una carenza cronica di organi ma anche da una aspettativa di vita quasi illimitata da parte di soggetti che non si arrendono e che quindi credono nella sostituzione continua di pezzi di ricambio. La questione quindi non è solo medica o legale ma soprattutto culturale ed etica. E sconfina nella cronaca quando anche i medici di casa nostra cedono alle lusinghe del denaro (anche 100mila dollari ad intervento contro i 5mila ricevuti dal donatore) e acconsentono a falsificare le cartelle cliniche per operare qualcuno che ha ricevuto illegalmente un organo. Cambiare le leggi per abbattere il fenomeno in cui sono solo i più poveri ad avere la peggio? Attualmente la legge stabilisce che la donazione da vivo o da defunto sia un atto solidaristico e non prevede alcun compesno ma Porciano ci propone alcune delle possibili soluzioni ipotizzate per aumentare la disponibilità delle persone a donare gli organi propri o dei congiunti, con strumenti che non siano somme in denaro ma servizi, assicurazioni sulla salute, aiuto agli studi per i figli rimasti. E gli organi artificiali poi? Perchè in questo campo non ci sono sviluppi di rilievo? E perchè la ricerca sugli organi animali addattati sembra avere avuto uno stop? A tutti questi interrogativi Porciani dà una risposta documentata e qualificata, ma soprattutto scatta una fotografia estremamente vivida di chi sceglie di privarsi di un rene per dar da mangiare alla propria famiglia ma anche di quei governi che del traffico di organi da cadavere ha fatto un business che passa da sentenze di morte attuate con eccessiva solerzia. Un libro assolutamente affascinante.

 

Johann Rossi Mason

 

Franca Porciani

Traffico d’organi. Nuovi cannibali, vecchie miserie.

Franco Angeli

2012

pagine 140

euro 18,00



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