Piero Buscaroli «monstrum»: come addentrarsi in un’enciclopedia vivente


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Leggere Piero Buscaroli nel suo ultimo libro “Dalla parte dei vinti” (Mondadori ed., 2010, 27 euro) è come addentrarsi in un’enciclopedia vivente.

Intanto si comincia in punta di piedi a centellinare parola per parola, per poi inoltrarsi nella narrazione con timore reverenziale per l’approccio a temi e concetti profondi, dal risvolto classico: una prosa avvincente, ineffabile, profetica, aurea.

Ha la compostezza, la ricchezza di linguaggio, la cura e la raffinatezza di un signore rinascimentale, che apprezza e condivide tutti i campi del sapere, nel rappresentare luoghi di conoscenza frequentati con inimitabile sprezzatura ed acutezza d’intelletto, il frutto succulento di studi, educazione, dimestichezza con il bello acquisita fin dall’infanzia.

La scrittura togata ed affascinante, al tempo stesso, ne fa uno degli ultimi valenti, poliedrici, poligrafi del novecento.

Le frasi s’incastonano nei capitelli della storia come fregi di rara eleganza e scandiscono il distacco dalle generazioni successive, irrimediabilmente precipitate nella banalità della massificazione.

Cacciari, filosofo e suo parente, uno dei più vivaci intellettuali non conformisti del nostro tempo, segna la distanza tra due epoche: a seguire le descrizioni dell’austero autore del cennato libro, interprete e commentatore degli anni della seconda guerra mondiale e di quella fratricida del nostro paese, protagonista lucido e critico implacabile dei turbolenti eventi post-bellici e della decadenza dell’Europa, il barbuto ex sindaco di Venezia, pur con la sua passione per la geo-politica, fa la figura di un alunno indisciplinato e poco diligente, un po’ superficiale e monello.

Guai ad azzardare paragoni con chicchessia.

Nessuno può eguagliare Buscaroli per erudizione e vastità di esperienze, scienza e saggezza impervia, onestà, la chiarezza di idee e l’intrepido caratteraccio: egli non si discute, è semplicemente un monstrum, a cui inchinarsi con deferenza ed ammirazione e rispettoso ossequio.

Piero Sampiero



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