Una appassionata penetrazione degli universali dilemmi


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La maggior parte delle persone associa, purtroppo, alla parola “filosofia” annose elucubrazioni, concetti indigesti, noiose sedute in biblioteca, esami insormontabili con volumi polverosi e docenti inaciditi dalle frustrazioni professionali. Per fortuna le cose sono molto cambiate nel tempo. Grazie anche ad un diverso stile applicato al sapere teoretico, sempre più chiave di volta, per nulla arcaica e dogmatica, per la più lucida comprensione dei difficili temi della modernità, e per la più appassionata penetrazione degli universali dilemmi che assillano l’uomo sulla sua nascita, la sua storia nel cosmo, il suo destino. Se poi a tutto questo si uniscono anche i sapori, gli odori, percorsi urbanistici e artistici, il prestigio di storiche location, la riscoperta di dimensioni antropologiche troppo a lungo dissociate e “intossicate” da una vita industrializzata, un concerto di stimolazioni sensoriali e cerebrali, beh, allora benvenuti al Festival Filosofi lungo l’Oglio, attesa kermesse targata Brescia e il suo ricco hinterland, incentrata quest’anno sull’analisi del concetto di “dignità” e posta sotto l’Alto Patronato del presidente della Repubblica, che si pregia altresì dei patrocini del ministero per i Beni e le Attività culturali, della prefettura di Brescia, della Consigliera Nazionale di Parità della Provincia di Brescia, dell’assessorato all’Istruzione, Formazione e Cultura della Regione Lombardia, delle province di Brescia e Cremona, dei parchi Oglio Nord e Sud nonché dei numerosi enti ospitanti. Passando da dodici a quindici incontri, il Festival – in partnership con la Fondazione Movimento Bambino e sotto la direzione scientifica di Francesca  Nodari – si snoderà in un entusiasmante itinerario filo-rivierasco tra piazze, chiese,  dimore signorili, cascine, pievi avvalendosi della partecipazione dei maggiori pensatori contemporanei. Ad aprire ufficialmente la serata inaugurale della manifestazione – in calendario mercoledì 6 giugno, a partire dalle ore 21.15, presso Villa Toninelli, in via IV novembre a Brandico (Bs) (in caso di pioggia presso la Chiesa Parrocchiale S. Maria Maddalena sita nella medesima via) – sarà Andrea Tagliapietra, con una lectio magistralis dal titolo accattivante: Natura della dignità e dignità della natura.

Accanto ai comuni già teatro delle precedenti edizioni: Brescia, Brandico, Castrezzato, Chiari (Fondazione Morcelli Repossi), Orzinuovi, Orzivecchi, Ostiano, Pompiano, Soncino, Villachiara, spicca l’ingresso significativo di cinque nuove realtà municipali: Barbariga, Cortefranca, Corzano, Erbusco, Travagliato. Partendo dalla Bassa bresciana e toccando le località rivierasche e/o attigue al fiume Oglio, per poi giungere alle estremità dei parchi Oglio Nord e Sud, passando per la città di Brescia, il Festival approderà quest’anno, per la prima volta, in Franciacorta. I relatori che illumineranno con le loro acute riflessioni la prossima edizione saranno, come di consueto, di elevata caratura. Per il mondo francese tornerà, a gran richiesta, il famoso antropologo Marc Augé. Per la scuola tedesca ha confermato la sua presenza uno dei massimi filosofi della religione viventi, Bernhard Casper, cui Emmanuel Levinas dedicò uno dei suoi ultimi saggi, “Nell’ora delle Nazioni”, definendolo «amico dal cuore grande e dall’alto pensiero» ed Eberhard Schockenhof, già assistente del cardinale Walter Kasper, uno dei più noti docenti di Teologia morale in Germania, nonché membro del comitato nazionale tedesco di Bioetica. Interverrà poi il meglio del pensiero italiano: Salvatore Natoli, Maria Rita Parsi – rispettivamente padrino e madrina del Festival – Remo Bodei, Massimo Donà, Marco Vannini, Paolo Becchi, Stefano Semplici, Giovanni Ghiselli, Michela Marzano, Andrea Tagliapietra, Piero Coda, Luigi Zoja.

Altro evento cuore di questa settima edizione è l’istituzione del Premio Internazionale di Filosofia lungo l’Oglio. Con questo riconoscimento, di carattere internazionale, sarà individuata una figura di alto profilo che abbia elaborato, attraverso il suo pensiero, teorie capaci di fornire agili strumenti per abitare la nostra contemporaneità sempre più globalizzata e multiculturale. Teorie, quindi, capaci di segnare, non soltanto, la storia della filosofia, ma la realtà effettuale in cui ogni uomo si trova a vivere nel qui e ora dei nostri giorni. L’individuazione del vincitore avverrà sulla base di due elementi essenziali: da un lato, la segnalazione di un’opera particolarmente pregnante per il suo essere strettamente legata alla peculiarità del premio in oggetto, dall’altro il calibro, l’alto valore scientifico e la capacità comunicativa del candidato.

Francesca Nodari, direttrice scientifica del Festival, si è laureata in Filosofia all’Università degli Studi di Parma e si è specializzata in Filosofia e Linguaggi della Modernità presso l’Ateneo di Trento. Sotto la guida del professor Bernhard Casper (Università di Friburgo) ha conseguito il dottorato di ricerca in Filosofia presso l’Università di Trieste. Ha pubblicato il volume: Il male radicale tra Kant e Levinas (Giuntina 2008) e curato i libri-intervista a Salvatore Natoli: La mia flosofia. Forme del mondo e saggezza del vivere (ETS 2007); ad Amos Luzzatto: A proposito di laicità. Dal punto di vista ebraico (Effatà Editrice 2008); a Sergio Givone, Il bene di vivere, Morcelliana 2011. Il suo ultimo lavoro si intitola: Il pensiero incarnato in Emmanuel Levinas, Morcelliana, Brescia 2011.

Carmine Castoro

 

 



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