Borghi di Liguria. Apricale, la bellezza del medioevo


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Il Borgo medioevale di Apricale si trova nell’entroterra di Bordighera e Ventimiglia, a una decina di chilometri dalla costa. 607 abitanti, 291 metri sul livello del mare.

Apricale: cioè aprico, soleggiato, luminoso. Il Borgo, perfettamente conservato, mantiene intatta la struttura urbanistica medievale, con il nucleo centrale del due-trecento in alto sul colle, insieme al Castello detto della Lucertola (giardino pensile, imponente cinta muraria con tre portali ad arco:Consutàn, Porta Cutrùn e Porta deu Carruggiu Ciàn), la chiesa parrocchiale dedicata alla Purificazione e le antichissime case di pietra disposte a cerchi concentrici avvolgenti, che si dipanano a chiocciola lungo tutta la dorsale del pendio.

Cuore del Borgo è la magnifica piazza, con i sedili in pietra e la fontana gotica. Tutt’ attorno un’intricata ragnatela di abitazioni, viuzze, carrugi, brevi gradinate o ripidissime rampe a gradoni, vicoli lastricati: stretti, sinuosi, irregolari. Contrafforti, arcate, scuri passaggi nascosti. Tutto in pietra. Un labirinto chiuso, intatto da un millennio, oggi affollato da botteghe d’arte e frequenti spazi di alloggio e ristoro. Ci sono le poesie fatte in strada, ci sono i tanti laboratori di artisti e artigiani. Da qualche decennio Apricale è infatti un importante centro artistico, strettamente collegato con la vicina Costa Azzurra. Lo stesso Castello ospita mostre temporanee e un museo vasto e assortito. Numerose e importanti le manifestazioni estive notturne all’aperto, come le rappresentazioni del Teatro della Tosse. Ma soprattutto Apricale ci offre un ricchissimo patrimonio antico di chiese, affreschi, architettura.

Dietro la piazza ecco l’Oratorio di S. Bartolomeo, con il prezioso polittico rinascimentale (1544) della Madonna della Neve. La Chiesa parrocchiale è di fronte, di origine medievale ma rifatta nell’Ottocento. Dall’alto il Castello, massiccio e severo, domina il circondario sottostante. E ai piedi del Borgo, la Pieve di Santa Maria degli Angeli e la Chiesa di S. Antonio Abate del Duecento, con frontale barocco.

Tutt’intorno, una vasta campagna di fasce, i caratteristici terrazzamenti liguri sostenuti da muretti a secco, per strappare al monte qualche spazio per la coltura di uliveti, castagni e pini. L’olio extravergine è di qualità pregiatissima. Come il pâté d’olive, le olive in salamoia, il pesto, nonché il miele d’acacia e di castagno. In tavola verdure ripiene, ravioli o taglierini al pesto.

Non mancano pietanze di carne con polenta e olive cotte nel Rossese. Chiude il lauto pranzo un dessert di pansarole (frittelle dolci) e zabaione.

GLC



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