La Deposizione Dalla Croce di Giorgio Vasari. Lo stato di conservazione, gli interventi previsti


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La DEPOSIZIONE DALLA CROCE di Giorgio Vasari

olio su tavola, cm 297 x 188

Giorgio_Vasari_-_Deposizione_della_CroceL’opera venne firmata dall’artista-letterato (”GIORGIO ARETIN FACIEBAT”), che la cita nelle proprie Ricordanze. Promise di finirla entro il 1534, ma passarono oltre dieci anni fra l’avvio e il compimento, al pari della quasi contemporanea Sacra Conversazione di Pisa, perduta nel 1595.

Il dipinto fu largamente impostato fra il 1533 e il 1538, come indicano l’influenza di Salviati e – nel Cristo – gli accenni alla Pietà di Michelangelo. All’ultima fase, verso il 1544, pare risalire lo sfondo di tenebra, quasi senza spazio, in linea con certe tendenze antirinascimentali dell’arte toscana.

La pala rimase nella chiesa romana di S. Agostino fino al 1661, quando fu comprata da Camillo Pamphilj per 150 scudi, dopo aver finanziato dei lavori nella chiesa.

 

 

STATO DI CONSERVAZIONE

 La grande tavola, costituita da nove assi longitudinali unite da tre traverse, è purtroppo in un pessimo stato conservativo.

Collocata nella sala Aldobrandini in alto, patisce le infiltrazioni dalla sovrastante copertura. Le assi del tavolato risultano lievemente imbarcate e i movimenti del supporto hanno provocato gravi sollevamenti nonché diffuse piccole cadute di pellicola pittorica e preparazione.

Lacune di piccola entità si trovano anche lungo il margine destro della tavola, presumibilmente da imputare, come il graffio sulla figura di San Giovanni, a movimentazioni del dipinto.

Si riscontrano difetti di adesioni con sollevamenti a bolla in corrispondenza dei chiodi che ancorano le traverse sul verso del supporto e si riconoscono degli inserti nella zona in ombra della Maddalena e sul braccio della Vergine. Diffuse abrasioni superficiali interessano la parte inferiore della tavola specie nell’angolo in basso sulla destra.

Sono anche presenti fenomenologie di degrado da “cottura” del colore, forse provocate da candele e sembrerebbero proprio colature di cera quelle fortemente ingiallite che si vedono sul panneggio azzurro della donna al centro e sulla mano della Maddalena.

Sulla pellicola pittorica si nota uno spesso e uniforme strato di vernice ossidata che altera le cromie originali e copre eventuali ridipinture e ritocchi di vecchi interventi che tuttavia risultano evidenti in quanto alterati.

 

LE INDAGINI SCIENTIFICHE E L’INTERVENTO PREVISTO

L’opera verrà sottoposta ad un’accurata campagna di analisi multispettrali (RX-IR-UV) e di caratterizzazione chimico-fisica (Analisi XRF, FT-IR, analisi stratigrafica su sezione lucida, microanalisi SEM-EDS).

Il recupero conservativo dell’opera comporterà il consolidamento strutturale, ove ritenuto necessario, seguito da un’accurata pulitura secondo le metodologie meno tossiche e più all’avanguardia. Nelle parti che lo necessiteranno saranno eseguite le stuccature e la loro reintegrazione estetica.

 

 



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