Le piastrine non sono uguali per tutti


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PIASTRINEAd ogni controllo ematico la prima preoccupazione per vedere se il nostro organismo sta andando alla velocità giusta è quello di verificare il numero di piastrine presenti nel sangue. Fino ad oggi i valori di riferimento comunemente usati per definire “normale” il numero di piastrine sono stati quelli compresi tra un minimo di 150.000 ed un massimo di 400.000 per microlitro di sangue. Ma questi dati non rispecchiano perfettamente la realtà. Lo hanno dimostrato, con uno studio condotto da ricercatori, dieci istituzioni scientifiche italiane.

Il risultato finale della ricerca stabilisce che esiste una grande variabilità tra la popolazione italiana e quei limiti, attualmente uguali per tutti, dovrebbero essere rivisti per adattarsi alle differenze esistenti tra uomini e donne e tra giovani, adulti ed anziani, mettendo in conto anche le aree geografiche del nostro Paese.

La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica PLOS ONE e il cui primo autore èGinevra Biinodel Consiglio Nazionale delle Ricerche, ha preso in esame 40.987 persone che inserite in sette studi condotti in differenti parti del nostro Paese, per un totale di nove distinte popolazioni. Alcune ricerche hanno incluso popolazioni residenti in aree piuttosto ampie, mentre altre si sono concentrate sui cosiddetti “isolati genetici”, zone in cui c’è stato poco scambio con l’esterno, dove gli abitanti si sono sposati molto spesso con persone della stessa area, portando a creare un patrimonio genetico uniforme e ben distinto dalle altre zone.

La ricerca mostra come le donne abbiano mediamente un numero più alto di piastrine rispetto agli uomini. Ma anche l’età è importante: negli anziani, infatti, si nota una diminuzione progressiva delle piastrine. Nei ragazzi al di sotto dei 15 anni, invece, il numero è decisamente più alto rispetto agli altri periodi della vita, senza che si notino differenze tra uomini e donne. Infine, differenze significative sono state riscontrate tra le diverse aree del territorio italiano prese in esame. Con questi dati, appare evidente che i valori di normalità non possono essere uguali per tutti.La ridefinizione dei valori di normalità per le piastrine, dunque, potrà avere importanti risultati clinici. Primo tra tutti sarà quello di effettuare una minore medicalizzazione di persone che in realtà stanno bene ed una maggiore precisione nelle diagnosi.

Lavinia Macchiarini

 



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