Dopo il successo dei più prestigiosi palcoscenici della lirica internazionale, Laura Giordano torna nella sua Palermo


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FOTO 1 (2)Torna, dopo quattro anni di assenza dai teatri della sua Palermo, in quel teatro che l’ha fatta amare in tutto il mondo. Laura Giordano – tra i più talentuosi soprano della sua generazione per la sua impeccabile tecnica vocale e per una fortissima presenza scenica – ormai da anni canta in tutti i più apprezzati palcoscenici internazionali.

Ma il ritorno nella sua terra è sempre un momento emozionante.  L’artista torna infatti a calcare le tavole del Teatro Massimo (dove debuttò, giovanissima, nel ruolo della protagonista ne I pazzi per progetto di Donizetti e nell’Adina di Rossini) giovedì 23 maggio, alle 20.30, con lo Stabat Mater di Gioachino Rossini, diretto da Stefano Ranzani.

Il soprano di Palermo ha mantenuto un fortissimo legame con la sua città. A Laura Giordano è legato infatti un importante avvenimento: alla sua voce è stata affidata la riapertura di quel gioiello assoluto che è la chiesa della Gancia in seguito ai restauri, durati due anni, l’8 gennaio 2012.

«Venivo da un concerto in Giappone e ricordo un atterraggio rocambolesco e gli effetti del jet-leg, ma per niente al mondo avrei rifiutato l’invito dei Frati Minori di Sicilia – ricorda Laura Giordano – è stato emozionante riabbracciare con il canto la mia città. Leoluca Orlando, che non era ancora stato ancora eletto ma che da sempre è stato molto attento alla cultura, mi mandò una lettera di in bocca al lupo e di ringraziamento. Alla fine del concerto erano tutti dietro le quinte ad abbracciarmi, compreso fra’ Romano, che ha organizzato tutto e che da quel momento in poi è diventato il mio “fratellone” spirituale. Non lo dimenticherò mai».

Il prossimo 3 dicembre, l’artista palermitana volerà in Vaticano per cantare alla presenza di Papa Francesco: un prestigioso concerto natalizio di beneficenza. Una tradizione che ritorna, dopo ben otto anni di assenza.FOTO 2 (2)

Laura Giordano, definita dalla critica “la grazia incarnata”, ha calcato palcoscenici di prestigio internazionale, come il Teatro alla Scala di Milano, il Festival di Salisburgo, l’Opéra National de Paris, il Théâtre des Champs-Elysées de Paris, il  Théâtre du Châtelet de Paris, l’Opernhaus di Zurigo, la Semperoper di Dresda, l’Accademia di Santa Cecilia a Roma, il Festival Mozart de La Coruña, il Teatro Real di Madrid, il Barbican Center di Londra, l’ Opéra de Montecarlo, il Théâtre Royal de la Monnaie de Bruxelles,  il Teatro Massimo di Palermo, il teatro Bolshoi di Mosca, il teatro An Gasteig di Monaco di Baviera,il Marinski di San Pietroburgo e il Festival del Maggio Musicale Fiorentino.

Ha collaborato con direttori d’orchestra del calibro di Riccardo Muti, Riccardo Chailly, Valery Gergiev, Michel Plasson, Zubin Mehta, Myung Chung, Gianandrea Noseda solo per citarne alcuni.

Fra le sue interpretazioni si segnalano Don Pasquale (Norina) con Riccardo Muti al Théâtre des Champs-Elysées di Parigi e al Teatro Bolshoi di Mosca, La bohème (Musetta) al Teatro Alla Scala di Milano e al Teatro Real di Madrid, L’elisir d’amore (Adina) a Las Palmas e Tel Aviv, Le nozze di Figaro (Susanna) alla Semperoper di Dresda e all’opera Bastille di Parigi,  Falstaff (Nannetta) al Teatro Alla Scala di Milano, al Teatro Regio di Torino, al Festival di Santa Fe,  sempre diretta da Muti, La fille du régiment (Marie)  al Teatro Comunale di Bologna, Il ritorno di Don Calandrino (Livietta) di Cimarosa, ancora con la direzione di Riccardo Muti, al Salzburger Festspiele Pfingsten, Così fan tutte (Despina) all’Opernhaus di Zurigo dove ha cantato anche Zerlina nel Don Giovanni.

Nonostante il prestigio internazionale e una carriera in piena ascesa, Laura è rimasta la ragazza innamorata del proprio lavoro e sempre pronta a stupirsi del miracolo della musica.

«Sono spesso impegnata in iniziative mirate e promuovere la cultura e l’impegno civile e sociale, meglio se nella mia città – racconta l’artista – è bello pensare che la mia voce possa essere anche uno strumento di sensibilizzazione».

E dopo lo Stabat Mater nel suo Teatro Massimo, altri due impegno di prestigio: Ballo in maschera, all’Accademia di Santa Cecilia a Roma, sotto la direzione di Antonio Pappano, e Rigoletto al Teatro Regio di Torino, con la bacchetta di Donato Renzetti.