L’autenticità della cucina italiana


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ITALIAN RESTAURANTE’ risaputo: la cucina del “Bel Paese” è una delle più apprezzate in tutto il mondo, ma non tutti ne conoscono l’autenticità.  “Mentre state per atterrare in Italia, ascoltate con attenzione e potrete sentire più o meno 500 stomaci brontolare, pronti per darsi alla pazza gioia”. Inizia così un recente articolo della famosissima guida “Lonely Planet” , che riporta come l’Italia sia giustamente considerata una delle cucine più conosciute nel mondo.. ma vi siete mai chiesti se quegli stomaci troveranno ciò che si aspettano? In altre parole: cosa si aspettano i turisti dalla nostra cucina?

Partiamo da qualche dato importante: 30 milioni sono gli italiani che emigrarono, portando con sé l’eredità della cucina italiana. Di conseguenza, solo negli Stati Uniti, il 5% della popolazione dichiara di avere origini italiane ed i ristoranti italiani in America sono quasi 1.25 milioni. Questa “invasione” della cucina italiana ha un duplice effetto. Il prestigio dell’Italia, infatti, continua ad aumentare, come le aspettative di chi la visita, pensando di aver sempre mangiato “italiano” grazie agli “Italian Restaurants” e a nonne, mamme e zie, emigrate in giro per il mondo.

GAETANO RESTAURANTPurtroppo per loro (ma per fortuna per noi) la cucina italiana è quasi completamente diversa da quella alla quale sono stati abituati milioni di persone. La “Lonely Planet”  informa gli americani delle differenze che potranno incontrare mangiando nei nostri ristoranti. In America, e in molte altre parti del mondo, quei piatti considerati “tipicamente” italiani sono solo variazioni create per adattarsi ai vari gusti e diete.  I nostri buonissimi spaghetti al pomodoro si fondono con le polpette trasformandosi in un piatto di pasta al sugo con polpette di carne giganti ricoperte di formaggio. Gli apprezzatissimi “maccheroni and cheese”, conditi con besciamella, vari tipi di formaggio ed albumi d’uovo, sarebbero per noi un piatto pieno di calorie e poco invitante.

Per consolarsi, agli americani che arrivano in Italia, delusi per l’assenza dei “comfort foods” ai quali sono abituati, non resterà che assaporare i veri ed autentici piatti italiani, frutto di un mix di ricercatezza e semplicità allo stesso tempo. L’autrice Alison Bing, che non a caso si divide tra California ed Italia, stila una lista di suggerimenti per i visitatori dello “Stivale”. A Napoli potranno trovare la pizza italiana sottile e a Roma  quella al taglio, diversa da quella industriale e surgelata distribuita in moltissimi supermercati. A Bologna potranno gustare la vera lasagna con ragù e besciamella, non la variante americana considerata un piatto vegetariano con ricotta e spinaci. Il pesto genovese non è solo un condimento per la pasta, ma potranno gustarlo in vari modi, nel minestrone, sui ravioli o su di una focaccia. Questi sono solo alcuni esempi, ma in qualsiasi parte d’Italia, da Nord a Sud, assaporeranno specialità regionali, formaggi, vini e dolci unici nel loro genere, la cui bontà  (a noi ben nota) va al di là di ogni stereotipo affibbiato alla cucina italiana nel mondo.