La portulaca, l’erba dai mille nomi e dalle infinite virtù


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Portulaca_oleraceaIl suo vero nome è Portulaca oleracea ma volgarmente viene denominata secondo i luoghi in cui nasce.  Comunemente viene chiamata Porcellana comune ma in Lombardia si chiama erba grassa, purselana in Liguria,  purcacchia in Lazio, porcacchia in Basilicata, pucchiacchèlla in Campania e sportellecchia in Toscana.  Ma ovunque nasca, questa “erbaccia” infestante, offre delle caratteristiche alimentari di tutto rispetto.  Le sue foglie carnose si gustano in insalata così come i suoi germogli, si possono utilizzare per la preparazione di minestre o per farcire le frittate.   A Napoli viene venduta in accoppiata con la rucola e in Sicilia, ‘a purciddana, è usata per la preparazione di insalate con pomodori, cetrioli, cipolle condite con olio aceto e sale; oppure l’insalata con verdure lesse, dove le foglie ed i giovani germogli di purciddana sono usati con patate bollite e cipolle al forno. Altro uso è quello di preparare piccola frittelle di Purciddana, in cui le cime della pianta – immerse in una pastella di farina ed acqua – sono fritte singolarmente in olio ben caldo e poi servite come appetitosi stuzzichini.

Negli ultimi anni sono state scoperte notevoli proprietà nutritive e medicinali, infatti è considerata una fonte vegetale di acidi grassi polinsaturi del tipo omega-3 che svolgono un ruolo nella prevenzione delle malattie cardiovascolari (100gr di foglie fresche forniscono circa 350 mg di acido a-linoleico),  è usata per curare diarrea, vomito, enterite acuta, emorroidi ed emorragie post-partum, e ha proprietà depurative, disintossicanti e persino anti-diabete.



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