Letto per voi: Neurofobia. Chi ha paura del cervello?


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NEUROFOBIASappiamo tutto di ogni organo e apparato del corpo tranne di quella struttura decisiva che dà il senso di ciò che siamo, il cervello. L’ultima frontiera, l’inaccessibile, il segreto. Forse per questo è l’argomento che ha concentrato su di sé l’attenzione di scienziati e media. Come se nell’epoca della conoscenza medica alla portata di tutti, quella struttura protetta da un guscio inaccessibile, fatto di una scatola cranica e dalla barriera emato-encefalica,  rappresentasse non solo una sfida ma anche una sottile beffa. Il Sacro Graal della nostra identità e il fulcro di quello che muove il nostro essere umani. L’impatto delle neuroscienze, che tentano di spiegare anche il comportamento morale,  ha attirato l’attenzione su di sé corrodendo l’antico primato della psicologia nello spiegare il comportamento. Alcuni inoltre accusano le neuroscienze di allontanarci dalla dimensione spirituale. Saremmo quindi vittime di una ossessione che rischia di sfociare nel suo opposto, la ‘neurofobia’. Forse la diffusione delle neuro-discipline è stata così veloce da disorientare e attivare gli anticorpi di una lunga serie di specialisti che si rompono la testa da decenni senza ottenere la stessa popolarità. Si aggiunga la designazione di un ‘decennio del cervello’ dal 1990 al 1999 e l’attuale ‘decennio della mente’ in programma sino al 2022 e a cui sono stati destinati alcuni milioni di dollari per la ricerca (forse sottratti ad altro). La neurocultura è stata vissuta quindi come una invasione arrogante. Questo libro racconta di come i rapporti tra neuroscienze e psichiatria e psicologia siano caratterizzati da incomprensioni, controversie, prese di posizione, tentativi di monopolizzare il sapere nell’interpretazione del comportamento e del pensiero.

 

 

Salvatore M. Aglioti e Giovanni Berlucchi

Neurofobia – chi ha paura del cervello?

Raffaello Cortina Editore

pp  206

€ 19,00