Arte: rinascimento, svelati i rapporti tra Saturnino Gatti e la bottega del Verrocchio


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SATURNINO GATTIAlla luce di un’attenta ricostruzione analitica, completa e puntuale, delle opere di Saturnino Gatti, è possibile affermare che L’Aquila è arrivata nel cuore dell’arte rinascimentale italiana. Saturnino, infatti, fu l’artista che a cavallo del ‘400 e del ‘500 portò Firenze all’Aquila e l’Aquila nel mondo.
Come? Il nuovo libro del prof. Ferdinando Bologna svela a circa cinquecento anni di distanza la storia di una continuità, non solo ideale, fra la bottega fiorentina di Andrea Verrocchio – frequentata a partire dal 1470 anche dal giovane Leonardo da Vinci, da Lorenzo di Credi, dal Ghirlandaio, dal Perugino e dai grandi maestri umbri – e le opere di Saturnino Gatti, sia per quelle presenti all’Aquila, sia per quelle che oggi si trovano nei principali musei internazionali, da Montreal a New York e  Washington.

Il volume “Saturnino Gatti. Pittore e scultore nel Rinascimento aquilano”, edito da Textus Edizioni e curato dal prof. Ferdinando Bologna – il massimo esperto di Saturnino Gatti a livello internazionale, nonché noto studioso delle opere del Caravaggio – sarà presentato l’11 dicembre a Roma presso il Nobile Collegio Chimico Farmaceutico e nasce con l’ambizione di essere un punto di riferimento negli studi di uno dei grandi maestri del rinascimento italiano, per ricostruire finalmente e in modo completo l’operato dell’artista e i suoi rapporti con i centri più fecondi dell’arte nel suo periodo.

Un viaggio che trascina fin dentro le pieghe dei panneggi, fra i chiaroscuri delle chiome dei santi e degli angeli alla scoperta della bellezza. Un itinerario rinascimentale sulle orme di Saturnino Gatti, maestro indiscusso del ‘400 Italia, che parte dall’Aquila e si snoda attraverso le grandi capitali dell’arte indagando nel dettaglio, tra raffronti mai svelati prima, somiglianze di linee, forme e colori che parlano di un Rinascimento capace di abbattere le distanze.

Con questo testo si offre al lettore una ricostruzione rigorosa dell’attività di Saturnino sullo sfondo dell’ambito artistico dell’Aquila, dei suoi rapporti con la Toscana fiorentina e l’Umbria centro-settentrionale nonché un’illustrazione storico-critica di tutte le sue opere conosciute, fra le quali si trovano dipinti appartenenti a raccolte private e a musei d’Europa e d’Oltreoceano, oltre a talune rare ma importantissime sculture.



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