Unesco: altri tre nuovi ‘paradisi’ italiani diventano patrimonio dell’umanità


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Tre nuove riserve italiane entrano nel patrimonio naturalistico mondiale. Il Consiglio internazionale dell’Unesco ha infatti approvato all’unanimità l’iscrizione dei tre nuovi siti, due a carattere inter-regionale, l’Appennino Tosco-Emiliano, e il Delta del Po (quest’ultimo sul confine fra Veneto e Emilia Romagna), e del sito Alpi Ledrensi e Judicaria che si estende dalle Dolomiti di Brenta al Lago di Garda nella Provincia di Trento.
“E’ la prima volta, in quarant’anni, che l’Italia ottiene un risultato così importante a livello internazionale in ambito ambientale”, ha dichiarato il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti. L’Unesco, iscrivendo 3 nuovi siti nella Lista delle eccellenze naturalistiche – ha proseguito il ministro – evidenzia la straordinaria biodiversità e ricchezza di paesaggi del nostro Paese e, al tempo stesso, riconosce la capacità delle comunità locali di saper trovare il giusto equilibrio fra uomo e natura, valorizzando l’insieme delle risorse umane, naturali, culturali, paesaggistiche e produttive presenti sul territorio. Per l’Unesco, infatti, questi 3 siti naturalistici sono esempi emblematici di sviluppo sostenibile, sapendo offrire al mondo intero l’esemplarità di un percorso di crescita economica e turistica rispettosa dell’ecosistema e della biodiversità. Il riconoscimento pervenuto da Parigi – ha sottolineato Galletti – mi riempie di orgoglio e conferma la bontà dell’azione di salvaguardia dell’ambiente avviata dal governo italiano”.
Le tre candidature erano state presentate all’Unesco il 30 settembre 2014, dopo un lungo negoziato. In precedenza i siti Delta del Po e Alpi Ledrensi e Judicaria avevano ricevuto dall’Unesco una valutazione non pienamente favorevole ed erano state rinviate. I nuovi dossier di candidatura, con l’aggiunta del sito dell’Appennino Tosco-Emiliano, hanno ottenuto oggi dall’Unesco un voto unanime favorevole. Con queste nuove iscrizioni sono 13 le riserve italiane nella Lista dell’Unesco.
Dopo 10 anni di sostanziale assenza dell’Italia in tale consesso internazionale ben 5 riserve sono state iscritte negli ultimi 3 anni, e 6 di quelle già presenti hanno rinnovato il proprio impegno con una estensione del proprio territorio.



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