Carol, il film perfetto per la comunità GLBT


Add to Flipboard Magazine.

Orgogliosamente diretto da Todd Haynes e melodrammaticamente interpretato dalla grande Cate Blanchett e dalla sorprendente Rooney  Mara, è proiettato verso i prossimi Golden Globe e l’Oscar.

carol-2

Un film tecnicamente perfetto. Lo hanno affermato tutti i critici che l’hanno visto finora: un film anni Cinquanta tecnicamente perfetto. Con inquadrature, quasi tutte da interno, degne della migliore tradizione pittorica. Diretta dal regista gay californiano Todd Haynes, questa pellicola, presentata e osannata allo scorso Festival di Cannes, vi ha ottenuto la Palma per la migliore interpretazione femminile, consegnata alla “audrihepburniana” Rooney Mara e la Queer Palm per lo stesso Haynes. Inoltre il New York Film Critics Circle Awards lo ha premiato come miglior film, miglior regista, miglior sceneggiatura (Phyllis Nagy) e miglior fotografia (Edward Lachman).

La nomination a ben 5 Golden Globe. Alle due di notte del prossimo 11 gennaio, su Sky potremo levarci lo sfizio di sapere quante e quali delle ben 5 nominations ai Golden Globe si sono concretizzate in premi ottenuti: miglior film drammatico, miglior regista, migliori attrici in un film drammatico (appunto le due protagoniste Cate Blanchett e Rooney Mara) e migliore colonna sonora (Carter Burwell). Quel che appare certo fin d’ora è che, se otterrà, come è probabile, tutti e cinque questi Golden Globe, nessuno riuscirà più a strappare la statuetta dell’Oscar 2016  dalle mani di Rodd Haynes, Cate Blanchett e Rooney Mara.

“The price of salt. Carol” della scrittrice americana Patricia Highsmith. La sceneggiatura di Carol di Phyllis Nagy si basa sull’omonimo romanzo di Patricia Highsmith (1921- 1995), la scrittrice lesbica statunitense molto amata dai cineasti per i suoi thriller psicologici, dai quali sono stati tratti almeno 24 film, tra cui “Strangers on a Train” (L’altro uomo) di Alfred Hitchcock, L’amico americano di Wim Wenders e Il gioco di Ripley della nostra Liliana Cavani.

“The price of salt. Carol” (Il prezzo del sale. Carol) è la storia della relazione lesbica tra la navigata Carol Aird, sposata in procinto di divorziare, ma madre affezionatissima di un’altrettanto affezionata bambina, & un’ancora ignara, giovane e candidamente fidanzata Therese Belivet. Tutto comincia nell’atmosfera natalizia di una New York anni Cinquanta ancora rigidamente puritana.

Galeotto fu il guanto. Therese, appassionata fotografa, sbarca il lunario facendo la commessa in un negozio di giocattoli, nel quale entra in guanti e pelliccia una bella, bionda ed elegante signora Aird, alla ricerca del regalo per la sua piccola Rindy: una bambola che però è già stata venduta. L’intrigante signora mostra allora alla bruna commessa con tanto di cappello natalizio la foto in bianco e nero della sua bambina, della quale l’occhio incuriosito ed esperto di Therese  riconosce subito la somiglianza con la madre. Carol le ha mostrato quella foto per chiederle, se fosse lei ad essere sua figlia, cosa desidererebbe trovare sotto l’albero di Natale. “Un trenino elettrico”, risponde sicura la timida Therese, che invece, come ha appena spiegato, da bambina aveva scarsa familiarità con le bambole. Carol approva subito la proposta e firma il relativo assegno. Il giocattolo le verrà recapitato a casa nell’arco di pochi giorni. Ma nell’andar via dal negozio commette una significativa e determinante dimenticanza: lascia sul bancone i suoi bei guanti di pelle beige. Sarà la diligente Therese a farglieli recapitare assieme al pacco con il trenino elettrico. Tutto questo val bene una telefonata al negozio ed un invito a pranzo in ristorante da parte di Carol.

Il divorzio di Carol ed il suo commovente regalo a Therese. Al ristorante scocca la prima intesa tra una lesbica scaltra ed un’ancora inconsapevole vergine. La prima sta per divorziare dal sospettosissimo ed insopportabile marito, la seconda ha appena ricevuto dal fidanzato non convivente un invito per una crociera a Parigi che vale la promessa di matrimonio.

Così Carol torna all’attacco per la terza volta, invitando Therese a casa sua per il weekend. E’ lei ad andarla a prendere in automobile: durante il viaggio verso casa di Carol, Therese prende l’iniziativa di fondere la sua vecchia passione per la fotografia con quella per la sua nuova, matura amica, che decide di immortalare mentre acquista l’albero di Natale. Ma nella pace di casa si presenta un convitato di pietra: il marito Harge, che, memore della relazione saffica di Carol con l’amica del cuore, Abby, va su tutte le sue disgustose furie non appena la sorprende con Therese. Distrutta, la padrona di casa, che passerà Natale da sola, dato che Harge se ne va in Florida portandosi dietro la loro figlia, si limita ad accompagnare bruscamente Therese alla stazione.

Ma eccola tornare alla carica, con il pretesto di chiedere un perdono telefonico subito ottenuto dall’indulgente Therese, che ora la ospita a sua volta e che riceve da Carol un commovente regalo: una valigetta contenente una fotocamera di “ultima generazione”.

L’irriverente “prima volta” di Carol & Therese in albergo la notte di Natale. Nel corso di un incontro con il suo avvocato nello studio di quest’ultimo, Carol riceve un brutto colpo: infatti lo costringe a rivelarle che l’ex marito ha chiesto la piena custodia di sua figlia per le innominabili – a quel tempo – “cause morali”. Per consolarsi, la sventurata donna decide di partirsene in automobile con l’ormai inseparabile Therese, la quale viene a sua volta lasciata dal fidanzato Richard, che si è infatti accorto della sua attrazione per la disinibita e mutevole Carol, preannunciandole che questa finirà presto con lo stancarsi di lei.

Durante il loro avventuroso viaggio, le due donne approdano in un albergo nel quale passano insieme la notte di Natale, che celebrano rivelandosi l’un l’altra i loro sentimenti reciproci, baciandosi e unendosi nude a letto.

L’investigatore privato mandato in albergo dal marito, la pistola di Carol e il suo abbandono di Therese. La mattina di Natale, un commesso viaggiatore si presenta all’ancora inesperta Therese, ma ben presto Carol, sopraggiunta a colazione, scopre il suo reale lavoro: investigatore privato in missione proprio per conto del suo ex marito, in cerca di prove schiaccianti della sua relazione amorosa del tutto immorale, al fine di ottenere l’affidamento unico della piccola e povera Rindy. Attonita, Therese scopre finalmente perché Carol portava sempre con sé, nascosta nella valigia, la piccola pistola che adesso punta contro l’importuno professionista che le ha seguite, cercando invano di farsi dare le registrazioni dei suoi colloqui intimi con lei. Invano: perché il solerte investigatore le ha già spedite ad Harge. Quelle sì che sono la vera “pistola fumante”, che costringe Carol ad un immediato ritorno a New York per scongiurare il pericolo che più – in un soprassalto di saggezza materna – teme: la perdita definitiva del suo diritto di vedere sua figlia.

Therese trova lavoro al New York Times mentre Carol affida in custodia sua figlia. Così, la mattina di Santo Stefano, Therese si sveglia scoprendosi sedotta e abbandonata da Carol: al posto suo c’è infatti la sua fedele amica Abby, incaricata da lei di riportare Therese alla propria dura realtà domestica. Ora è lei a trasformarsi da oggetto a soggetto passionale: prende infatti l’iniziativa di telefonare a Carol, la quale però, messo giudizio in seguito alla paura presa, riattacca senza rispondere.

Col cuore spezzato, Therese riesce comunque a riprendere le redini della sua vita: prima di quell’incredibile Natale, un suo amico, Dannie, ultima ruota del carro del celebre New York Times, nel restituirle la macchina fotografica che le aveva appena aggiustato, le aveva chiesto di passare alla sede del quotidiano per presentarla ad un suo conoscente che vi lavora come fotografo. Entusiasta della proposta, la ragazza era andata subito a trovarlo nel suo studio, ma era poi scappata via dopo un suo audace bacio.

Ora che di Carol, il suo breve tesoro, non le restano che le foto, le sistema in bell’ordine in un apposito raccoglitore e le porta di sua iniziativa al New York Times, ottenendo un promettente posto di lavoro.

Intanto Carol, schiacciata dalle prove a suo carico raccolte dal marito e facendo di nuovo concessioni al suo penchant lesbien, gioca il tutto per tutto con lui: gli concede in affidamento completo Rendy, in cambio però del mantenimento del suo diritto a vedere la bambina in periodi di visita da concertare insieme. Altrimenti, minaccia, risolverà la questione in tribunale.

Verso il lieto fine al posto del rituale suicidio. Ottenuto l’accordo con l’ex marito e salvaguardato il suo diritto di trascorrere del tempo con Rindy, l’opportunista Carol cerca ora di salvare capra e cavoli. E’ maturato il tempo di sferrare l’ultimo attacco al tran tran di Therese, rifacendosi viva con lei. Così la va a trovare. Si è appena trasferita – le racconta – in uno spazioso appartamento in Madison Avenue, l’ideale per convivere insieme a lei. Dopo il saggio rifiuto di Therese, le confessa senza pudore di “amarla”.  Ma ecco sopraggiungere un collega di lavoro di Therese, che, dopo le rituali presentazioni, propone ad entrambe di partecipare ad una festa indetta per la sera stessa. Carol si leva d’impaccio con una scusa: “Devo proprio andare…”, mentre Therese accetta l’invito.

Ma poi alla festa danzante si sente come un pesce fuor d’acqua: solo un’altra donna proveniente come lei da Gomorra le va incontro. Motivo in più per tagliare la corda e raggiungere Carol al più presto nel lussuoso ristorante dove l’amica le aveva detto che avrebbe trascorso la serata.

Ormai Therese sa quello che vuole e con chi lo vuole. Elude la sorveglianza, che le chiede la prenotazione, e avanza spedita verso il tavolo dove siede Carol. Uno sguardo d’intesa e d’attesa illumina il volto della protagonista. Si va verso il lieto fine senza far ricorso alla parola “Fine”: solo i lunghi titoli di coda…

La strapotente lobby GLBT internazionale è servita. Senza il rituale suicidio congiunto. Almeno non ancora.

 

Giancarlo De Palo

 

9 Responses to Carol, il film perfetto per la comunità GLBT



Devi essere registrato per inviare un commento Entra o registrati