Archivio di Stato di Venezia – Strada facendo ovvero delle botteghe e dei mestieri


Add to Flipboard Magazine.

Mostra documentaria da sab 30 gennaio a mart 6 febbraio, visite guidate fino ad esaurimento posti, presso Archivio di Stato di Venezia. San Polo, 3002.

calle_spezierVenezia –  Strada facendo ci imbattiamo di continuo in quei rettangoli bianchi circondati da una cornice nera, dipinti direttamente su muri e intonaci di case e palazzi: i nizioleti, scrigni della toponomastica veneziana, capaci di raccontare qualcosa su come si presentava la città, definendo il luogo per quel che era – pensiamo per esempio al rio terà che identifica una strada pedonale ricavata dall’interramento di un canale – o legandolo a famiglie e persone che vi risiedevano oppure ad attività che lì si svolgevano. Si è quindi pensato di declinare il tema proposto per il Carnevale 2016 – Creatum ovvero delle arti e delle tradizioni – andando a cercare, guidati dalla toponomastica, alcuni dei luoghi delle arti e dei mestieri tradizionali tra calli, corti e campielli. Si è cercato quindi di contestualizzare i mestieri che hanno dato nome
ai luoghi prescelti, partendo da una selezione minima di documenti relativi all’arte e alla sua diffusione in città, ponendo particolare attenzione all’eventuale presenza di foresti all’interno della corporazione e alle politiche adottate dalla Serenissima nei confronti di questi. L’itinerario proposto è il risultato di una tra le scelte possibili, un semplice invito a guardare la città e la sua tradizione, trasmessa dai muri e dalle insegne così come dai documenti.

Strada facendo ovvero delle botteghe e dei mestieri

L’itinerario proposto è il risultato di una tra le scelte possibili, un semplice invito a guardare la città e la sua tradizione, trasmessa dai muri e dalle insegne così come dai documenti. Per ciascun sestiere si sono isolati due luoghi il cui nome attuale fosse legato ad un’attività e risalente almeno al secolo XVIII. Si è quindi verificato attraverso i catastici – quaderni su cui il piovano di ciascuna contrada, in ogni sestiere, era incaricato di registrare «tutte le case, botteghe, magazzeni, volte, statii, terreni vacui, orti, che fossero separati dalle case o non separati et che si affittassero, inviamenti di pistorie, de forni, de luganegheri, de scaletteri er ogni altro inviamento er ogni altra qual si voglia sorte de beni, de quali si potesse trazer intrada, niuna cosa eccettuata; notando parimenti il sito, calle, corte, campo o fondamenta dove saranno situati li beni suddetti» affinché i Dieci savi alle decime potessero controllare le notifiche presentate dai privati ai fini dell’imposizione fiscale – se in quel determinato luogo fosse presente
l’attività cui il nome faceva riferimento e se fosse possibile stabilire a quale mappale corrispondesse la sede dell’esercizio nelle mappe di inizio Ottocento del cosiddetto catasto napoleonico, descritte nei relativi sommarioni, i registri che riportano per ciascuna particella catastale possessore, denominazione dei pezzi di terra, qualità e superficie. Quindi, per esempio, nel sestiere di San Marco, contrada di San Vidal, si è scelta la calle dello spezier, che collega campo Santo Stefano a campo San Maurizio.
Nel catastico del 1661 si trova registrato l’affitto pagato da Zuanne Brocchi «spitier all’insegna del San
Todero» agli eredi del fu Andrea Colonese per casa e bottega in campo Santo Stefano.
Nel 1711, in relazione alla relativa redecima, nel catastico della parrocchia di San Vidal, si legge di una «casa e bottega di spetier da medicine all’insegna del San Teodoro, habitata da Giulia Donadini relicta del quondam Vicenzo Muttoni delli nobili homini abati Paulo e Lorenzo Contarini», in campo Santo Stefano. Ancora nel 1740, il piovano di San Vidal attesta tra i beni forieri di rendita nella sua contrada, da campo
Santo Stefano «in calle per andar a San Mauritio» una casa e bottega da spicier affittata da Paolo Contarini con il nipote Tommaso a Gerolamo Apollonio.
Ulteriore verifica può essere condotta attraverso gli elenchi fatti stilare nuovamente ai parroci, in questo caso dai Provveditori alle pompe, per monitorare la riscossione della tassa da pagarsi per l’illuminazione pubblica: nel 1750 Gerolomo Apollonio «specier da medicine» è ancora in campo santo Stefano. Cercando riscontro nel sommarione, si constata che al mappale 294, che sulla mappa napoleonica si trova all’angolo tra campo Santo Stefano e calle dello spezier, è registrata una «casa e bottega d’affitto» di
proprietà di Contarini Giovanni fu Tommaso. Si può quindi dedurre che sia il luogo sede della farmacia al San Teodoro, già presente nel 1661 e ancora
attiva all’inizio di questo millennio. Con questi soli strumenti, in alcuni casi, l’identificazione del mappale non può essere puntuale come nell’esempio proposto, ma consente ugualmente di collocare la bottega con un buon margine di
approssimazione. La precisazione sarebbe certo possibile per esempio attraverso i quaderni dei trasporti dei Dieci savi alle decime, ma si tratterebbe allora di intraprendere un percorso di ricerca d’archivio, invece che una passeggiata in tempo di Carnevale.

5 Responses to Archivio di Stato di Venezia – Strada facendo ovvero delle botteghe e dei mestieri



Devi essere registrato per inviare un commento Entra o registrati