Bianchi e Nardi 1946, una storia di pelle


Add to Flipboard Magazine.

Italia – 70 anni fa a Firenze nasce il marchio Bianchi e Nardi, un nome che si distinguerà fin da subito nella pelletteria per qualità, manifattura e italianità del suo prodotto. Attraverso la cura dei dettagli, il sapiente impiego di materiali pregiati, darà vita a veri e propri accessori di stile.

BIANCHI E NARDI1946_BAULETTO_WB0021_46_IX_PDCS_676

Corre l’anno 1946 e di lì a poco sboccerà il new look che donerà alla donna una ritrovata femminilità, attraverso l’esaltazione di una nuova fluidità delle forme. Proprio dalla combinazione di quest’ultimo e da alcune modellerie d’archivio, nascono le icone per la prossima stagione, ripartendo dalle proprie origini, creando una collezione che mescola modernità e funzionalità con un occhio di riguardo alla memoria. Gioca sul contrasto tra volumi morbidi e linee rigide, con citazioni all’architettura dell’epoca, dando vita ad uno stile forte, determinato e sofisticato.

Dal binomio tra storia e contemporaneità nasce l’idea di nominare i modelli attraverso un vero e proprio codice identificativo, tale da rendere esclusivo il prodotto (46.I, 46.II, 46.III…).  Un ottagono decò contraddistingue le borse, disegnando con la sua forma, manici, dettagli e una preziosa chiusura incisa con logo. La scelta di un oro vintage per i metalli nasce dall’omaggio ad un modello storico ritrovato, che con il suo allure ha ispirato tutto il processo di creazione di questo nuovo progetto. Il colore fucsia, femminile per antonomasia, tinge le fodere che, come in un intimo, celano e in alcuni modelli svelano un sensuale raso brillante.

È un esplosione di pellami esotici tra cui ayers lucidi e laminati, karung lamè, pitoni opachi, lucidi, nubuk e dipinti a mano,  struzzi, coccodrilli opachi e lucidi, quest’ultimi agatati e preziosi quasi a simboleggiare un marchio di fabbrica. In alcuni modelli, audacemente accostati ad un materiale tecnico come il neoprene. Intimo come un pizzo, che ritroviamo in 3 esemplari, è un macramè realizzato con alte tecnologie, a rappresentare un devorè di seta su pitone, un ricamo in filo di bronzo su coccodrillo e applicazioni in pelli pregiate a creare quasi un esotico bouquet di fiori leggeri e impalpabili. Per esaltare questi concetti di femminilità ed autenticità la collezione si articola attraverso 3 ambienti di colore, che esprimono differenti espressioni della stessa donna:

incisiva”…che gioca sulle tonalità dei rossi, appassionata, sensuale ed accattivante…

“rigorosa”…in un intrigo di neri, amante dei contrasti grafici, sofisticata ed impeccabile…

“personale”…dagli accostamenti inaspettati e tocchi di colore brillanti, decisa e curiosa…

 

5 Responses to Bianchi e Nardi 1946, una storia di pelle



Devi essere registrato per inviare un commento Entra o registrati