Quadri da un’esposizione nelle Fruttiere di Palazzo Te


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Stefano Arienti con un’installazione,  interpreta l’arte a Mantova nel Novecento,   un omaggio alla città e all’arte mantovana del Novecento.

QUADRI DA UN'ESPOSIZIONE Allestimento (2)

Mantova. Dal 23 aprile al 26 giugno per la prima volta, con un’iniziativa fortemente sostenuta dal Sindaco di Mantova Mattia Palazzi, saranno esposte al pubblico nelle Fruttiere di Palazzo Te circa 300 opere di artisti locali o attivi a Mantova, finora conservate nei depositi del Museo Civico.

«Il progetto – spiega Arienti – nasce dalla suggestione delle antiche quadrerie che diventano il punto di partenza per un’unica grande installazione artistica. I quadri appesi alle pareti sono tessere di un gioco che prolifera sui muri in forme che crescono e mutano, costruendo una sorta di pittura murale fatta di quadri e cornici».
L’arte esce dai confini dei quadri e crea un ambiente che sottolinea la creatività e la fecondità della città virgiliana e della sua cultura: il lavoro dell’artista si costruisce nel dialogo con un significativo corpus di opere della collezione civica novecentesca, selezionato da Stefano Benetti con il restauratore e pittore Augusto Morari.

L’installazione con dipinti, disegni e sculture di 147 artisti – da Paolo Albani a Lucia Zuntini – contrappunta lo spirito civico che ha generato la collezione di Palazzo Te nel suo insieme e ripercorre il profilo dell’arte mantovana a partire dalla fine dell’Ottocento ad oggi. Oltre alle produzioni di artisti come Mazzini Beduschi, Aldo Bergonzoni, Bresciani da Gazoldo, Fira Cadoria, Antonio Ruggero Giorgi, Giuseppe Guindani, Mario Lomini, Oreste Marini, Mario Moretti Foggia, Ezio Mutti, Enzo Nenci, Aurelio Nordera, Domenico Pesenti e Vindizio Nodari Pesenti, Renzo Schirolli, Albano Seguri, Defendi Semeghini, Sergio Sermidi, Carlo Zanfrognini, solo per citare alcuni nomi, sono presenti infatti anche lavori di artisti contemporanei viventi.
Oltre settanta anni di donazioni – di artisti, famigliari ed eredi degli artisti, enti pubblici – hanno dato forma a questa collezione la cui genesi è dovuta all’aspirazione di avere una galleria permanente d’arte moderna della città. Dalla prima mostra dedicata alla pittura mantovana “moderna”, nel 1916 a Palazzo Ducale, il patrimonio comunale esposto oggi prende corpo grazie a generosi lasciti di opere d’arte. Il primo di questi, almeno per consistenza numerica, proviene dalla famiglia di Defendi Semeghini, che nel 1942 dona al Comune di Mantova un gruppo di dipinti dell’artista.
Nel 1974 viene inaugurata a Palazzo Te l’attesa Galleria Civica di Arte Moderna a Mantova con una sessantina di dipinti, inclusi i pezzi della nuova donazione Arnoldo Mondadori, ai quali, nel 1985, si aggiunge un centinaio di altre opere. Nel dicembre del 1996, la riorganizzazione degli spazi museali comporta lo spostamento di gran parte della collezione nei depositi della villa giuliesca, contestualmente alla ridefinizione delle sezioni espositive. Ciononostante le donazioni proseguono, alcune anche in seguito a questa iniziativa, e le acquisizioni sono ancora numerose.

Il lavoro è affiancato da una ricerca svolta da Teatro Magro, che raccoglie e presenta in mostra racconti della trasformazione conosciuta da Mantova nel Novecento, e da concerti offerti dal Conservatorio di Mantova nei fine settimana.