Letto per voi : il futuro della riproduzione umana


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ilfuturodellariproduzioneumanaIn principio fu Louise Brown, passata alla storia come la bambina in provetta, nata in Inghilterra nel 1978, pietra miliare che aprì la strada ai successi della fecondazione in vitro, chi la ricorda? Segnò l’avvento della possibilità di fecondare un ovocita femminile al di fuori del corpo della donna e poi impiantare successivamente l’embrione per dare luogo ad una nuova vita. Da quel momento le tecniche di riproduzione umana non si sono mai fermate e hanno visto aprire la possibilità di avere madri surrogate, uteri in affitto e maternità in donne sterili grazie al trapianto di tessuto ovarico. Non abbiamo ancora visto tutto e lo scenario del futuro (prossimo) lo delinea tra la divulgazione e il senso di stupore destato dalla fantascienza Maurizio Balistreri docente di Filosofia Morale all’Università di Torino ed esperto di bioetica. Interessato da tempo a queste tematiche ha approfondito anche gli aspetti relativi alla clonazione umana che hanno da tempo superato la fase animale per aprire alla possibilità di realizzare dei cloni umani.

Domani quindi chi nasce potrebbe venire al mondo da una sola persona, e avere quindi un solo patrimonio biologico, le donne che hanno crioconservato i propri ovociti potrebbero ricorrere a tecniche di riproduzione che non richiedono l’uso di spermatozoi, gli uomini che volessero avere un figlio senza coinvolgere nessuno in una relazione potrebbero avere la possibilità di trasformare le proprie cellule in ovociti e ottenere un embrione dalle proprie cellule somatiche e infine avere una gravidanza al di fuori del ventre materno attraverso uteri artificiali.

Oppure in coppie aperte e multiple si potrebbe chiedere di avere un figlio con il patrimonio genetico di più persone, tre, quattro, cinque, chi lo sa. Come? Bisogna leggere le interessanti pagine di questo libro capace di affascinare e destare perplessità, perché ci costringe a pensare ad una genitorialità avulsa dall’affettività e comunque dalla biologia che conosciamo. Ma è giusto avere bambini usando delle tecnologie? La risposta non può essere universale ma soggettiva. Ovviamente, sottolinea Balistreri. Le nuove tecnologie incontreranno almeno in una prima fase forti resistenze, ma non è stato così anche per i primi tentativi di riproduzione in vitro? Per le donne che cercavano gravidanze ricorrendo a spermatozoi di donatori anonimi o nel caso, ancora attuale della maternità surrogata, trattata come un gesto di generosità da un lato e come un mercimonio del corpo femminile inaccettabile dall’altro.

Il libro guarda al futuro presentando delle ipotetiche storie calate nella realtà per immergere il lettore nella spiegazione di tecniche che non sono poi così lontane dall’essere realizzate.

 

Maurizio Balistreri

Il futuro della riproduzione umana

Fandango libri

2016

Pp 260

Euro 19,00