La Parigi che non t’aspetti


Add to Flipboard Magazine.

Parigi vista con gli occhi del fotografo Sebastian Erras ha un valore che va oltre alla bellezza dei suoi straordinari musei, monumenti, strade e piazze. Sono antiche famiglie di artigiani e giovani designers, fanatici della gastronomia e adoratori della musica, esercenti di negozi di ottica e di lavanderie, a dare il valore aggiunto a tutto quello che già di per sè è straordinariamente affascinante, ci stiamo riferendo a quel savoir faire unico che riempie di creatività la vita quotidiana. I loro laboratori, officine e botteghe raccontano una storia diversa della città. La prossima volta che andrete a Parigi, datevi del tempo per immergervi in quel mondo e rimarrete incantati.

 

Così troverete negozi con insegne particolari come quella di  Stefan Perrier, figlio di librai, che decide di aprire una libreria d’arte sulla riva destra della Senna, nel Marais, fra la Galleria Pompidou e il museo Picasso. Un piccolo spazio ristrutturato nel 2002, con degli scaffali alti 3,6 mt pieni di libri rari e fuori catalogo che raccontano di arte, design, moda e gioielleria che hanno attirato l’attenzione di intellettuali e artisti, tanto da guadagnarsi la buona reputazione internazionale. La passione di Perrier per l’arte e il design emerge fin dalla ristrutturazione del locale che poi diventò la libreria, infatti durante i lavori affiorò l’insegna di una fabbrica di cappelli degli anni 20 e lui decise di mantenerla. Oggi quell’insegna viene fotografata decine di volte al giorno da turisti e viaggiatori, ed è un punto rilevante per un negozio così ricco di cultura

perrier

 

E che dire del negozio di Alain, un maitre barbier d’eccellenza, diciamo pure il più famoso di Parigi. I rasoi di questo elegante signore, in 20 anni di attività, hanno sfiorato le guance e colli dei più disparati personaggi che vengono abbagliati dalla sua bravura e dallo stile che si respira nell’aria di questo tempio della rasatura. Alain nel corso del tempo ha collezionato un tesoro fatto di oggetti legati alla rasatura provenienti da tutto il mondo e stampe che illustrano le glorie e le miserie della sua professione. Non a caso, Alain Maitre Barbier è sulla lista dei Musei insoliti di Parigi.

barbier

 

Per la gioia delle Signore e non solo. “Huygens, Cosmetique naturelle sur mesure” una vera e propria officina della cosmetica dove i clienti possono scegliere il loro mix personale di estratti di piante. Daan e Sèbastien sono gli attuali proprietari, appassionati di botanica e piante medicinali, preparano straordinari peeling facciali e acqua floreale ormai famosissimi a Parigi. La loro mission è il benessere a partire dalle relazioni con la clientela fino alla creazione del prodotto più idoneo a quel tipo di pelle, a quel tipo di persona. Sono diventati un’istituzione molto amata a Parigi e indispensabili a molti personaggi famosi

cosmetique

 

Il posto giusto per trovare il miglior pesce e il miglior vino di Parigi.  Nel 1905 apparteneva a un pescivendolo, poissonerie in francese, e quando nel 1999, Drew Harrè e Juan Sanchez lo comprarono sostituirono la “P” con la “B”, giocando con la parola boisson, bevanda, ne uscì il nome “Boissonerie”. Infatti in un primo periodo era “solo” un wine bar, successivamente diventò un bar gastronomico che offre cibo delizioso e più di 200 tipi di vini francesi. Da non perdere.

boissonerie

 

Boulangerie? Effettivamente in questo edificio storico del XVII sec, si trovava il primo panificio di Parigi. Qui Victor Hugo veniva a comprare la sua baguette. Dal 2005 è diventato l’Hotel du Petit Moulin. Il restauro ha mantenuto gli scorci eccentrici e l’architettura labirintica del locale originale. L’interno è stato progettato dallo stilista Chistian Locraix che ha creato 16 stanze e una suite junior tutte diverse. Ciascuna delle quali racconta una storia diversa sul Marais, il quartire dove è ubicato l’Hotel. La sala della colazione invece è un vecchio cafè de Paris. Insomma dietro a ogni angolo c’è una sorpresa.

boulangerie

 

 

Ubicata in una via senza uscita poco distante dal Louvre, si trova “La Galcante”, una vera e propria macchina del tempo che conserva bel 8 milioni di copie di giornali, riviste, opuscoli e cataloghi, stampati fra l’epoca dell’ancien regime e i nostri giorni. Solo il 10% di questi tesori sono disponibili nel negozio, il resto è immagazzinato in un deposito di 1200 mtq fuori città. Il nome de “La Galcante” deriva da una fusione tra “galleria” e “Brocante”(mercatino in francese), infatti è un autentico labirinto di carta con quel profumo di carta antica che esalta i sensi.  Il negozio aprì nel 1975 e vendeva faxsimili di giornali, ora ci si può comprare persino il giornale del giorno del vostro compleanno o di un giorno a voi caro o storico, anche se alcuni pezzi “sacri” come il famoso “J’accuse “di Emile Zola, non sono in vendita.

galcante

 

La Pharmacie  si trova nel quartiere Republique , la facciata di colore azzurro è tipica delle farmacie parigine dei primi del 900 ma oggi, in realtà, vende medicine per l’anima.  All’interno imperano  gli scaffali di legno e vetrine che accolgono gli antichi recipienti delle medicine ma in mezzo a queste meraviglie ci sono bottiglie di vino, calici e teiere. Un mix a effetti speciali, il luogo dove si esprime lo chef Cristophe Duparay che la sa lunga sui benefici di un buon bicchiere di vino e un piatto ben preparato che diventano talvolta medicine per l’anima. In questo ristorantino così affascinante  vengono proposti piatti tradizionali, preparati in una cucina completamente aperta, e offrono vini particolari di piccoli produttori.

pharmacie

 

 

Tra le belle decorazioni della facciata si riconosce un disegno del Mulin de la Galette, un antico mulino simbolo del quartiere di Montmatre. Si tratta della pasticcera-panificio Boris, contemplata nella lista dei monumenti storici Francesi. Sono considerati “monumenti” anche i piccoli dolci prodotti da questo negozio dalla storia centenaria, soprattutto l’adorabile “Petit Choux”, una pasta sfoglia riempita di panna montata. Lo può confermare Meryl Streep che ne diventò una fan durante le riprese del film Julie e Julia.

boris

 

 

La fabbrica dei colori Charvin è un esempio conclamato di com’erano i negozi di belle arti del XIX secolo. Si trova sulle quais nel quartiere storico di Saint Germain, in mezzo a gallerie d’arte e musei, Charvin è ancora oggi il punto d’incontro di una comunità di artisti che vanno a rifornirsi di tempere e acquarelli in bellissime scatole di legno, manichini anatomici flessibili per dipingere figure umane, cornici e tavolozze. Che fascino!

charvin

 

 

«Caro amico, ti raccomando di mangiare regolarmente la cioccolata di Debauve&Gallais, è il sistema per non perdere mai di vista il vero senso della vita». Così scriveva Marcel Proust riferendosi ai gioielli prodotti da questo chocolatier che ha aperto i battenti nel 1800 a Saint Germain, a due passi dal Bon Marchè e dal Cafè de Flore. Ancora oggi campeggiano sulla facciata le parole “Utile dulci”, dal motto di Orazio “mescolare l’utile con il dolce”.  Il negozio fu progettato da architetti che lavorano per Napoleone ed è l’unico negozio che produce cioccolato nella lista dei monumenti storici francesi. Napoleone stesso ne fu un assiduo frequentatore di questo tempio della dolcezza, così come Anatole France, Arthur Rimbaud e Coco Chanel…fra tanti altri ovviamente.  Consigliamo a chi andrà a cercare questa affascinante tempio del cacao, di provare le mitiche “pistole di Maria Antonietta” inventate proprio da Debauver

chocolat

 

Photo Credit Sebastian Erras



Devi essere registrato per inviare un commento Entra o registrati