Fibromialgia, i consigli per sfruttare al meglio i benefici del caldo


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È partito il conto alla rovescia che sancisce l’inizio delle ferie estive per la grande maggioranza degli italiani. Ma se il caldo e la stagione estiva sono un traguardo sospiratissimo per chi può godere di qualche giorno di riposo solo d’estate, per chi soffre di fibromialgia l’estate rappresenta un periodo addirittura di maggior sollievo proprio per le temperature più elevate. “In linea generale il clima caldo è favorevole per chi soffre di fibromialgia. Infatti, il calore aiuta a ridurre la tensione muscolare e a ridurre la rigidità. Il clima freddo, al contrario, fa aumentare la rigidità di muscoli e articolazioni”, spiega Paolo Valli, fisioterapista e ‘coach del dolore’, che ha raccolto la propria esperienza ventennale in un libro, La tua svolta al dolore(Tecniche Nuove), una vera e propria guida su come liberarsi dalla fibromialgia e dal dolore cronico.

 La fibromialgia è  una sindrome da sensibilizzazione centrale, caratterizzata dalla disfunzione della percezione, trasmissione e processazione del dolore, con prevalenza a livello dell’apparato muscolo-scheletrico. In particolare, chi ne è colpito presenta un’alterazione a livello del sistema nervoso centrale e periferico, che amplifica le sensazioni dolorose (o ne riduce l’inibizione), influenzando il modo in cui il cervello elabora i segnali di dolore. Secondo le stime, in Italia questa sindrome colpirebbe circa 2 milioni di persone, in una fascia di età fra i 25 e i 55 anni.

L’estate è un momento favorevole per ‘ascoltare’ ancora di più il proprio corpo, poiché il tempo libero a disposizione è maggiore. Consiglio ai miei pazienti quindi di prendersi cura di sé e di scegliere una meta, mare o montagna che sia, sulla base della propria condizione, delle proprie caratteristiche di reazione al clima, ma anche in base ai propri interessi”, suggerisce Valli.

La vacanza balneare è adatta a chi ama il caldo, il sole, l’acqua: “In questo caso il paziente fibromialgico ha a disposizione il mare (o il lago) per nuotare o muoversi in acqua, con il suggerimento di immergersi gradualmente (le acque naturali, perlomeno nelle nostre zone, sono tendenzialmente fredde), evitando repentini raffreddamenti del corpo che alimentano rigidità e dolore – specifica Valli, che aggiunge – È bene sfruttare le prime ore del mattino o della sera dopo il tramonto per camminare o per fare giri in bicicletta, evitando le ore centrali con temperature eccessive”.

La vacanza in montagna è invece adatta a chi soffre il caldo e predilige un clima più fresco. “Sulla base delle proprie caratteristiche e delle proprie abitudini motorie si potranno scegliere le colline o le montagne con dolci dislivelli per le proprie camminate, oppure, per chi ha più resistenza ed è più allenato, alture e sentieri più impegnativi. Per chi soggiorna in montagna il suggerimento è quello di scegliere hotel con spazi benessere e wellness in cui fare idromassaggi caldi, bagni di fieno o altri percorsi, che aiutano a rilassare la muscolatura e a sentirsi coccolati”, suggerisce il coach.

Non esiste la vacanza ideale per il paziente fibromialgico. Vi è piuttosto la vacanza che più si sposa con le caratteristiche e le preferenze di ciascuno. Ci sono tuttavia alcune accortezze valide per tutti e di cui è bene tenere conto. “In questi mesi dell’anno si hanno a disposizione moltissimi alimenti freschi che non hanno subito trattamenti o trasformazioni industriali, in particolare ortaggi e frutta di qualità, fonti insostituibili di principi nutritivi e di vitamine. È meglio stare attenti però all’assunzione delle verdure della famiglia delle solanacee, come patate, pomodori, melanzane, peperoni, poiché contengono la solananina, una sostanza che, se introdotta in quantità elevate, ha effetti diretti sul sistema nervoso ed è irritante per la mucosa gastrica”. Particolare cura va poi posta anche alla salute degli arti inferiori, poiché in estate è possibile si verifichi un peggioramento delle problematiche circolatorie, con un aumento del gonfiore di gambe e caviglie. “Ancora una volta il cibo in questo senso rappresenta un valido aiuto, poiché certi tipi di frutta e di verdura in particolare, come, mirtilli, ribes, ciliegie, carciofi, zenzero, spinaci, radicchio rosso, nocciole, favoriscono la circolazione in quanto fluidificano il sangue e abbassano la pressione arteriosa, contribuendo ad un generale miglioramento della microcircolazione”, specifica Valli.

Un altro problema di cui i fibromialgici soffrono è quello del sonno, solitamente molto disturbato, con continui risvegli durante la notte. Al risveglio si ha la percezione di una tensione diffusa e la sensazione di non aver affatto riposato. “D’estate la qualità del sonno può migliorare come conseguenza di un aumento medio dell’attività motoria durante il giorno, oppure può peggiorare a causa del caldo eccessivo in camera da letto. Per questo è fondamentale creare la giusta temperatura, al fine di sfruttare i vantaggi dati dal maggior movimento – precisa ancora Valli – Attenzione all’aria condizionata: gli sbalzi caldo-freddo possono portare a blocchi al collo e alla schiena”.

L’ultimo suggerimento riguarda la sudorazione: “Sudare è una delle principali strategie di difesa messa in atto dall’organismo per contrastare una temperatura eccessiva del nostro corpo (superiore ai 34°-35°), una sorta di sistema di raffreddamento attivato dall’ ipotalamo. Sudare fa bene perché ci permette di liberare tossine e scorie metaboliche, per cui, di fatto, aiuta a depurare l’organismo. Quando, però, il ph del nostro corpo tende verso l’acidità, alcuni sintomi come stanchezza, dolori articolari, ritenzione idrica, problemi della digestione, senso di stress, subentrano o si acuiscono, soprattutto per chi soffre di fibromialgia. Con la sudorazione inoltre si perdono, oltre alle scorie metaboliche, anche sali minerali e vitamine: è quindi necessario bere molto e reidratarsi correttamente per riequilibrare il livello idrosalino”. L’aumento della sudorazione, per questo motivo, può essere considerato un elemento favorevole se ad esso corrispondono un’adeguata alimentazione e giusti livelli di idratazione che compensino la perdita di liquidi e sali minerali. “Se non si pone attenzione al corretto riequilibrio attraverso maggior apporto di liquidi, sali minerali e vitamine, anche attraverso veri e propri integratori, la sensazione di stanchezza e la condizione di malessere e di dolore possono peggiorare rapidamente”, conclude Valli.

 

 



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