L’antica via Emilia e le sue Bellezze


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Terra ricca di tradizioni, storia, cultura e sapori l’Emilia Romagna è delimitata a nord dal corso del Po e a sud dai rilievi appenninici; un territorio fertile lambito dal mare adriatico e impreziosito dalla sua campagna, meta di gite fuori porta per gli amanti degli sport, della natura o del divertimento puro.
L’Emilia prende il nome dall’antica Via Emilia, strada romana fatta costruire dal console Marco Emilio Lepido per collegare Rimini con Piacenza. Fino ai tempi moderni l’antica via è stata un collegamento nevralgico per i traffici commerciali e ancora oggi lo è, anche se il tracciato odierno non coincide sempre con quello originario: oltrepassa Piacenza e prosegue fino al Milanese per terminare nel comune di San Giuliano.


Qui vi porto in viaggio lungo il primitivo asse viario alla scoperta dei Grandi Giardini Italiani emiliani. Partendo da Piacenza nei suoi dintorni è l’antico “Borgo di Grazzano Visconti”, con il suo parco di 150.000mq, ad entrare nel vostro cuore. Il Borgo fu costruito agli inizi del ‘900 dal Duca Giuseppe Visconti di Modrone per ricreare attorno al Castello l’atmosfera medievale che si respirava un tempo. Di antico oggi resta il maniero e la cappella privata di famiglia dedicata a Sant’Anna risalente al XVII secolo. Passeggiando nel parco tra il giardino all’italiana e i suoi viali che accompagnano il visitatore verso la zona a bosco, sarete avvolti in una quinta vegetale sempreverde fatta di cipressi, pini, lecci, tassi e arbusti di mirto e bosso, puntellata, a seconda delle stagioni, dai colori accesi dei fiori.
Proseguendo il nostro percorso verso la costa adriatica ad appena 15 minuti di auto da Parma, a Fontanellato, è il “Labirinto della Masone” a stregarvi. Voluto da Franco Maria Ricci, editore, designer e collezionista, è il primo labirinto al mondo di bambù per estensione: 3km di percorso tra mura alte fino a 2mt che sembra evocare la metafora dell’esistenza, un percorso cieco e tortuoso nel quale è facile perdersi. Il complesso vanta un museo con un’ala dedicata all’esposizione permanente e un’altra a quelle temporanee. Fino a domenica 24 settembre si può visitare la mostra “Carlo Mattioli”. L’esposizione vuole essere insieme un omaggio di Franco Maria Ricci a Mattioli, concittadino e amico con il quale condivideva lo stretto legame con la città di Parma e il suo territorio, e una nuova occasione per avvicinarsi ad un’opera che continua ad affascinare per i suoi splendori e per la feconda ricchezza dei linguaggi che in essa si sono fusi. “Under the bamboo tree” è invece la due giorni dedicata a sua maestà il bambù: incontri, dibattiti e laboratori in calendario per sabato 23 e domenica 24 settembre. L’iniziativa, che mira a far conoscere le mille virtù di questa straordinaria pianta, è organizzata dal “Labirinto della Masone” in collaborazione con l'”Associazione Italiana Bambù” (A.I.B.), con il patrocinio di Grandi Giardini Italiani.
Continuando il nostro itinerario lungo l’antica via Emilia troviamo il “Palazzo di Varignana”, che gode di una posizione eccellente, tra distese di ulivi intervallate da vigneti, e regala uno strepitoso skyline sulle colline emiliane. Qui l’ampio parco si fonde con la magnificenza del “Giardino”, nato dal progetto del paesaggista Antonio Perazzi, che disegnando muretti, terrazze, scale, fontane e una maestosa piscina, ha creato dal nulla uno splendido gioiello di architettura in cui campagna, natura e tratti formali si fondono con irresistibile spontaneità.
Lasciando alle spalle Bologna e avanzando per altri 40Km è Imola la cornice che da dimora ad altri due incantevoli Giardini del network: “Villa Montericco Pasolini dell’Onda” e “Villa La Babina”. Per conoscere la prima vi consiglio la lettura del libro edito dalla casa editrice Grandi Giardini Italiani “Montericco, un giardino testimone del tempo”. Un racconto appassionante in cui la storia della Villa e del suo straordinario giardino si intrecciano con la vita di Desideria Pasolini, grande donna del nostro tempo, e del fratello Nicolò, fondatori dell’Associazione Dimore Storiche e di Italia Nostra.
Nella campagna attorno al Borgo di Sasso Morelli è, invece, immerso il “Giardino di Villa La Babina”, che nel suo impianto riprende le caratteristiche dei parchi ottocenteschi delle dimore signorili della pianura bolognese. Al suo interno è custodita un’antica casa di villeggiatura ristrutturata alla fine del Settecento, che conserva elementi architettonici e decorativi del periodo neoclassico, sede del Centro Direzionale della Cooperativa CLAI dal 1999. Nel weekend l’intero borgo e la villa saranno animati dalla “Festa del Contadino”. La manifestazione, giunta alla sua XXVII edizione, si articola in una serie di iniziative volte a promuovere la positività di un’esperienza autenticamente cooperativa.
Dulcis in fundo è il “Palazzo Fantini” a Tredozio (FC) l’ultima meta del viaggio. Il Palazzo è una mirabile costruzione del Seicento che assunse l’attuale fisionomia solo nella metà del secolo successivo. Al Novecento risalgono le pregevoli decorazioni Liberty. Su iniziativa dell’attuale proprietario sono state recuperate fedelmente le scuderie, le cantine, le due ampie corti e i granai, tipici delle antiche tenute signorili di campagna. Qui dal 9 settembre al 22 ottobre è visitabile la mostra “Arte e Alimentazione nel Settecento. Dalle nature morte di Carlo Magini nelle collezioni della Pinacoteca Comunale di Faenza”, un’esposizione che si insericìsce nelle Giornate Europee del Patrimonio 2017 dedicate al tema Cultura e Natura.
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Monica Lamberti

Grandi Giardini Italiani



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