L’intelligenza artificiale può essere utile per vincere alle scommesse sportive?


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Si può vincere alle scommesse sportive attraverso un corretto utilizzo dell’intelligenza artificiale? È questa la scommessa di Kellify, una startup italiana che vuole usare l’IA per poter trasformare il betting sportivo in una sorta di investimento. Ma in che modo? E che cosa rende Kellify diversa e più innovativa da altri esperimenti che sono stati compiuti nello stesso settore?

Stando a quanto spiegano dalla stessa startup, anche se da diverso tempo esiste un approccio quantitativo classico alle scommesse sportive, il merito di Kellyfy è di aver applicato l’intelligenza artificiale per poter valutare l’insieme dei bookmaker, che possono fungere in tal senso come una sorta di “agenzia di rating”, individuando i loro bias cognitivi. Insomma, Kellify cerca di sfruttare le informazioni delle analisi già effettuate dai bookmakers, per orientare le proprie scommesse.

In termini ancora più concreti, mediante l’intelligenza artificiale la start-up riesce a comprendere cosa scegliere e dove scommettere, ripartendo l’investimento con la più nota formula di Kelly, che suggerisce l’importo ideale di ogni investimento sulla base della probabilità che si verifichi un evento e sulla base delle quotazioni dei bookmaker sullo stesso evento.

La formula di Kelly può dunque aiutare ad escludere la tipica aleatorietà del settore, e bilanciare gli investimenti in maniera più congrua, divenendo uno strumento di risk management applicato betting. Il risultato, secondo i promotori di questa iniziativa, è la possibilità di arrivare a individuare le scommesse su cui investire, con il giusto importo, andando a suddividere il capitale che abbiamo scelto di impiegare nel settore in frazioni su singole scommesse.

Stando ancora a quanto afferma la startup genovese, per poter raccogliere le proprie informazioni utili per arrivare a perseguire gli obiettivi che si è preposta, è stato avviata una collaborazione con bookmaker business che agiscono da intermediari e forniscono al team di Kellify le Api per accedere alle stime formulate da quelli retail. Per il momento, la startup collabora con un solo broker, che fornisce l’accesso a un gruppo di bookmakers (immaginiamo, pur non avendone conferma, qualificati come NetBet), che lavorano su calcio e basket, con l’obiettivo nel prossimo futuro di arrivare a coprire almeno 20 diverse discipline sportive come cricket, baseball e tennis.

La società ha inoltre confermato che nella prima parte del 2018 investirà 100 mila euro, e che la priorità non è quella di generare utili di breve periodo, bensì intraprendere una strada di crescita sostenibile nel medio lungo termine. In un documento di presentazione dell’azienda sono inoltre presentati tre scenari futuri che spaziano da un best case di 1 miliardo di dollari di fatturato annuo a quello peggiore.

In ogni caso, Kellify dimostra come l’intelligenza artificiale possa ben essere applicata in questo settore, e c’è da scommettere (è proprio il caso di dirlo, considerato l’oggetto principale del nostro approfondimento odierno!) che nel corso del prossimo futuro saranno numerose le altre aziende che cercheranno di mettere a frutto dei sistemi per poter trasformare il betting in una sorta di investimento, grazie al servizio di IA.