Medicina di precisione per prevenire la trombosi


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Il ricercatore Zaverio Ruggeri il 20 giugno dalla California all’ospedale San Giuseppe di Milano per la Medicina di Precisione, in grado di dare ad ogni singolo paziente il tipo e la dose di farmaco necessaria a prevenire la trombosi e l’embolia senza provocare emorragie.

 

Milano – Buone notizie dalla ricerca per le malattie cardiovascolari più diffuse, infarto del miocardio, ictus cerebrale, trombosi e embolia delle arterie e delle vene, prima causa di morte e di invalidità precoce nei Paesi industriali.

Mercoledì 20 giugno alle 20.30, nell’aula Pampuri I dell’Ospedale San Giuseppe, il prof. Zaverio Ruggeri, membro del comitato scientifico di ALTAssociazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolariOnlus, Professor Department of Molecular Medicine California Campus, spiegherà come il progresso della ricerca scientifica abbia permesso di comprendere i meccanismi con i quali il sangue coagula, contribuendo a migliorare le cure per coloro nei quali il sangue coagula troppo poco (pazienti con emorragie) e per coloro nei quali il sangue coagula troppo (pazienti con malattie causate da trombosi ed embolia).

Le ricerche che il prof. Ruggeri conduce presso il prestigioso Scripps Research Institute, La Jolla, California, hanno permesso di avviare il clinico sulla strada della Medicina di Precisione per dare ad ogni singolo paziente il tipo e la dose di farmaco necessaria a prevenire la trombosi e l’embolia senza provocare emorragie.

I farmaci salvavita ci proteggono da un primo evento o da un evento successivo al primo, ma non sono ugualmente efficaci in tutti i pazienti, perché ogni paziente può esser simile a un altro, ma mai identico. I farmaci salvavita devono mantenere un equilibrio delicato fra la necessità che il sangue non coaguli troppo, tanto da formare trombi nelle arterie e nelle vene,  ma non troppo poco tanto da causare emorragie.

Trovare questo fondamentale equilibrio non è facile, perché ogni paziente è speciale e non tutti i farmaci funzionano in tutti i pazienti nello stesso modo.



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