Giornata europea della cultura ebraica in Italia. Storie del Ghetto di Venezia


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Venezia – In occasione della XIX Giornata Europea della Cultura Ebraica in Italia che si terrà domenica 14 ottobre, il Museo Ebraico di Venezia propone, in collaborazione con diverse realtà culturali ed istituzionali, un ricco programma. “Il tema di quest’anno è lo Storytelling – dice Michela Zanon, Direttore Coopculture del Museo – e noi in varie forme vi racconteremo la storia del nostro ghetto e delle personalità che lo hanno attraversato”.

Come scrive Eli Wiesel “quando un ebreo non ha una risposta da dare, ha sempre una storia da raccontare”. Raccontami una storia di Paola Rossi, una produzione CoopCulture / La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale è una performance di silent play che coinvolgerà con l’utilizzo di radioguide, gruppi di 30 persone per volta, a ciclo continuo, in un’esperienza di ascolto attivo e immersivo della durata di 15 minuti. La stessa iniziativa si svolgerà anche nei Musei ebraici, sempre
condotti da CoopCulture, di Firenze, Siena e Padova. Una voce narrante conduce il gruppo di partecipanti, li interroga, racconta brevi storie, propone loro di compiere dei gesti, in una trama delicata in cui ognuno è libero di rispondere a suo modo. Il gioco si affaccia leggero all’orizzonte dei grandi temi della narrazione: il tempo e le generazioni, il ricordo e la nostalgia, il desiderio e la sconfitta, l’identità e la relazione.
Più in generale il progetto Silent Play promuove la sperimentazione di nuovi linguaggi fuori dalle sedi teatrali come performances interattive site – specific.
Alle ore 18.00 “Amen Amin Aman” – Canti ebraici dall’antichità ad oggi, dal Medioriente tra Occidente e Oriente. Una narrazione del cammino poetico della tradizione ebraica attraverso la parola cantata e la parola parlata. Delilah Gutman, voce; Rephael Negri, violino in concerto nella Sinagoga Italiana nel Ghetto Novo. Amen, che si traduce “in verità”, è connessa al verbo “àmàn”, educare, e condivide con le parole ebraiche “Omanut”, Arte, ed “Emunà”, Fede, una comune origine, come a testimoniare che le Arti possono manifestare la fede attraverso l’indagine del Vero.
“Amen Amin Aman” accoglie lo spettatore sussurrando emozioni nella lettura infinita del significato più profondo di Amen, con i canti ebraici scelti dalle più diverse tradizioni, dai salmi alle cantigas, attraverso una moltitudine di lingue. La parola parlata accompagna la parola cantata nel condurre lo spettatore all’ascolto e alla comprensione di cosa il testo racconta. Disinteressati alle definizioni di genere (nuova musica? klezmer? crossover?), i brani raccontano di un’identità in rapporto coi luoghi
in cui vive e con la storia individuale e collettiva.
Continua, inoltre, al Museo, la mostra Snapshots from the garden of Eden della fotografa canadese Dina Goldstein, artista che si è affermata da tempo a livello internazionale attraverso la sua narrazione per immagini irriverenti ed ironiche.



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