L’Art Nouveau nei Paesi Bassi


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Al Gemeentemuseum,  L’Aia, fino al 28 Ottobre 2018 si terrà la mostra Art Nouveau in the Netherlands

Una nuova forma d’arte e una società migliore: questo è quello che molti artisti ricercavano nel 1900. Dopo quasi un secolo caratterizzato da stili che riproponevano il passato alla lettera, emerse un nuovo linguaggio artistico, basato sull’asimmetria, le linee curve e i motivi decorativi. Anche i Paesi Bassi presero parte a questa nuova ricerca artistica dove la cosiddetta Art Nouveau si sviluppò con il desiderio di innovare ma anche di ricercare autenticità. In questa mostra tra diverse discipline, il Gemeentemuseum mette in mostra l’arte decorativa fin de siècle in un contesto più ampio, aprendo il discorso anche alle dinamiche dell’epoca (1884-1914), in cui l’autenticità e l’artigianato giocano un ruolo importantissimo.

La spinta verso l’innovazione artistica coincise nel 1900 anche con grandi cambiamenti sociali: primo su tutti la crescente urbanizzazione a discapito delle zone rurali. Nuovi mezzi di trasporto velocizzarono poi il processo di internazionalizzazione. I primi cauti passi verso il suffragio universale prepararono la strada alla nascita dei movimenti per i diritti civili e l’industrializzazione insieme alla crescente ricchezza facevano del lusso e dell’intrattenimento beni accessibili ad una più ampia parte della popolazione. Tutti questi cambiamenti portarono nel mondo dell’arte una nuova tendenza alla contraddizione, riscoprendo per opposizione i valori della natura, della campagna e della tradizione.

Come nei paesi vicini, anche in Olanda, la nuova società industriale fu additata come responsabile per il declino dell’arte. “Siamo i figli dell’era dei motori a vapore, dei telegrafi e dell’elettricità. Abbiamo voltato le spalle alla bellezza e per questo non sappiamo più capirla” diceva l’artista decorativo Johannes Ros.

Tuttavia, alcune differenze tra i Paesi Bassi e le vicine Belgio e Germania erano evidenti: il linguaggio espressivo che si creò nei due paesi era ideato per attirare l’entusiasmo di una società in impetuoso slancio verso la modernità, mentre in Olanda l’Art Nouveau si identificò più come ricerca del vero, del genuino, di ciò che è originale, tramite la rivalutazione della tradizione, dell’educazione artistica, delle qualità della natura e del fascino per le culture esotiche e incontaminate. Il bisogno di innovazione e idealismo andavano qui di pari passo con la ricerca dell’autenticità.

La bellezza come necessità primaria

Molti artisti e critici d’arte olandesi rifiutarono il linguaggio artistico adoperato dai paesi vicini. Credevano che “la nuova arte” dovesse essere consistente con il carattere nazionale e che le linee curve e selvagge non erano appropriate alla sobria disposizione olandese. Ciò nonostante molti artisti olandesi non rimasero immuni alla nuova tendenza artistica internazionale. Guardando attentamente si può notare come questi stessi turbinii decorativi abbiano lasciato la propria impronta anche in Olanda e specialmente all’Aia a cavallo tra i due secoli, sia nell’arte che nell’architettura.

Non importa quanto strenuamente gli artisti si criticassero a vicenda sul piano teorico, nella pratica i gusti andavano allo stesso passo, e molti elementi di diversi movimenti venivano combinati tra loro. Come risultato, l’Art Nouveau olandese si sviluppò sotto numerose forme. L’unica cosa che tutti gli artisti condividevano era la convinzione che l’arte era un elemento costitutivo vitale per una società migliore.

Interdisciplinarità

Dopo il successo della mostra Art Deco – Paris, che ha esplorato il lavoro della artista francese Paul Poiret, si vuole porre ora attenzione al periodo precedente all’Art Deco. La mostra “Art Nouveau in the Netherlands” si focalizza infatti sul periodo tra il 1884 e il 1914, e sugli sviluppi del paese, comprendendo più di 350 pezzi. L’approccio scelto dai curatori è interdisciplinare ed è esplorerà il movimento artistico partendo da tematiche generali quali quelle del “ritorno alla natura” e del “sogno d’oriente”.

Oltre ad enfatizzare l’unirsi di diverse forme d’arte, la mostra darà anche spazio ai lavori individuali degli artisti, di cui alcuni quasi sconosciuti (tra cui alcune donne). Attenzione sarà anche data a specifici motivi e dettagli ricorrenti e al ruolo ricoperto dall’Aia come importante centro dell’Art Nouveau nei Paesi Bassi.

Una lunga tradizione

Il Gemeentemuseum vanta una lunga tradizione nel collezionare e presentare l’arte decorativa, iniziata nel 1931, quando il museo acquistò gli interni di design progettati da Gerrit Dijsselhof tra il 1895 e il 1900, che l’architetto Berlage incorporò poi negli spazi del museo, facendoli diventare parte permanente della collezione fin dall’inaugurazione del museo nel 1935.



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