Alla Ficuzza “Bollicine” d’altitudine per un brindisi da Leone


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Tenuta Ficuzza è la Sicilia che non ti aspetti. E’ una storia di appassionato coraggio, quello dei fratelli Alberto e Diego Cusumano, che proprio qui, a Ficuzza, hanno dato avvio al nuovo corso dell’azienda vitivinicola che oggi porta un sorso della loro Sicilia in tutto il mondo.

Ficuzza si trova a Piana degli Albanesi, tra Palermo e Trapani, su colline che superano i 700 metri sul livello del mare. Questo fa sì che ci sia una buona escursione termica: di giorno fa caldo per via dell’esposizione al sole dei vigneti, la sera la temperatura cala, complice il vento di collina.

«Siamo andati contro corrente – racconta Diego Cusumano, titolare, con il fratello Alberto, di Cusumano. – Abbiamo scelto di alternare il vigneto alla macchia mediterranea che in questa zona conta oltre 1500 essenze botaniche, tutte documentate nel Reggia Borbonica di Ficuzza. Il risultato è una tessitura a “mosaico”. Abbiamo adottato una potatura a Guyot, non comune in Sicilia, ma fondamentale in una tenuta così particolare, per altitudine, per la grande riserva naturale del parco che la circonda, per il paesaggio che la connota così decisamente. Anche i filari sono disposti in modo diverso, a giro poggio, che ci facilita nella raccolta, permettendo una maturazione uniforme sulla parcella».

L’altitudine e il terreno offrono il giusto stimolo al Pinot Nero affinché si sviluppi in tutta la sua eleganza. Eleganza che, con l’aggiunta di poco Chardonnay della stessa tenuta, distingue il carattere deciso dello spumante metodo classico 700 s.l.m. Il resto è frutto della vinificazione e fermentazione a temperatura controllata del solo mosto fiore per preservare l’acidità preziosa per la sua longevità. Dopo cinque mesi, ha inizio la rifermentazione in bottiglia, seguita da 36 mesi di riposo sui lieviti. Il risultato è una bollicina elegante, che riesce a esprimere il suo gusto raffinato anche nei dettagli dell’etichetta nera e delle linee sinuose della bottiglia in vetro scuro, da riporre, per le occasioni speciali, nella cassetta in legno intagliata, che porta il marchio del leone, simbolo di Cusumano.

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Ma le bollicine d’altitudine del 700 non sono le uniche figlie di questo inusuale angolo di Sicilia. A Ficuzza crescono Insolia e Chardonnay. Da questi vitigni nascono i vini Jalé, da uve Chardonnay in purezza, e il Cubìa, 100% Insolia. Da un blend di Chardonnay e Insolia che vengono da queste parcelle nasce anche l’Angimbé, che prende il nome dal bosco vicino. A Ficuzza sono stati impiantati anche Syrah, Nero d’Avola e soprattutto Pinot Nero, un vitigno noto per essere difficile, ma anche elegante. Oltre che per il 700 s.l.m., è utilizzato per produrre un rosato, il Ramusa, che prende il nome dal monte roccioso che domina la parte occidentale del bosco della Ficuzza.

 

 



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