La Storia dei Siculi fin dalle loro origini


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Vi presentiamo un bellissimo libro che propone una nuova visione di un grande popolo, il Popolo dei Siculi,  L’autore Claudio D’Angelo, coraggioso ricercatore appassionato, ci scrive  «La storia è memoria degli eventi, DNA del nostro passato, verità e bellezza; essa ci appartiene pienamente perché solo attraverso la conoscenza delle nostre radici possiamo trarre i giusti insegnamenti per affrontare con forza e fierezza il nostro futuro. Paul Valèry: afferma “Il passato è solo il luogo delle forme senza forze; sta a noi dargli vita e necessità, e attribuirgli le nostre passioni e i nostri valori”.
Pur non avendo la presunzione di conoscere la verità –  afferma Claudio – sugli eventi che hanno contraddistinto il cammino del popolo dei Siculi in migliaia di anni della loro storia, ma ho sicuramente la consapevolezza che spesso, la storia, è riferita in modo distorto; chi la racconta è in grado di alterare le vicende, di esaltare o cancellare le verità, diventando inevitabilmente spettatore di parte. I Greci hanno avuto il merito di testimoniare, attraverso la scrittura, il passato e questa prerogativa ha consentito di descrivere le antichità. Nel ricostruire la storia, hanno però, volutamente, omesso di evidenziare le grandiosità dei popoli che li hanno preceduti e da cui discendono, preoccupandosi di apparire agli occhi del mondo come unica e grande stirpe, nata come dal nulla, per volontà degli dei.
Così, hanno raccolto le notizie narrate oralmente su fatti accaduti molti secoli prima della loro comparsa, le hanno manipolate, inquinate legandole con miti e leggende, arricchendole con caratteristiche in cui vedevano attuati i propri ideali politici e le proprie aspirazioni.
È risaputo che furono proprio i Greci ad avere una grande immaginazione, non per niente gli si può attribuire l’invenzione del teatro.
Gli storici romani, invece, hanno ripreso la tradizione Greca fornendoci notizie irreali riguardanti la storia più antica della loro città. I Romani, in realtà, non possedevano alcuna tradizione letteraria, le uniche fonti di cui disponevano per illustrare il periodo delle loro origini, erano magre notizie risalenti a un’epoca non anteriore alla metà del IV secolo a.C., ma Roma, la dominatrice del mondo, doveva avere una storia gloriosa, pertanto hanno dovuto inventarsela di sana pianta.
Così, Greci prima e Romani poi – ci spiega l’Autore –  hanno minimizzato il popolo dei Siculi, indicandolo come “indigeno” o “barbaro”, seppure si siano nutriti abbondantemente della loro cultura e della loro civiltà, non ammettendo che è solo grazie ad esso che sono riusciti a emergere come grandi potenze del mondo antico in tutto il Mediterraneo.
Conseguentemente, ci troviamo una storia senza Siculi, raccontata proprio da chi ha deliberatamente cancellato ogni loro traccia; una storia che esalta i Greci e i Romani (le loro origini, i loro territori, le loro conquiste, i loro mestieri, i loro dei), concentrata a demolire e demonizzare le civiltà e le culture di altri, condizionando gli studiosi e i lettori a una visione storica distorta, confusa e incompleta.
Pertanto, se mi limitassi a parlare della comparsa dei Siculi prendendo esclusivamente spunto dagli scritti storici, esporrei un quadro molto confuso, quelle poche informazioni che sono giunte fino a noi non consentono la ricostruzione di un quadro storico del popolo dei Siculi con una soluzione di continuità, sia sui tempi e sia sui territori in cui si sono insediati, e comunque è sempre rapportata in funzione delle politiche Greche e Romane.
E invece, sulla scorta di quanto è emerso nella ricerca che andrò a esporre, posso affermare che noi non discendiamo per nulla dagli antichi Greci o Romani, ma da un popolo che li ha preceduti molti secoli prima della loro comparsa, stirpe che ha civilizzato gran parte dell’Europa antica, i Siculi.
Si tratta di un popolo pacifico, non impegnato a investire ogni loro sforzo in potenzialità militare aggressiva e offensiva, ma dedito a sfruttare la loro sapienza, la loro cultura e il loro ingegno nella direzione del progresso e della civiltà.
Per avere un’idea più concreta sulle origini della nostra civiltà, ho associato ai riferimenti degli storici antichi anche altre importanti discipline, come la ricerca scientifica, archeologica, glottologica, etnologica, geologica, genetica, antropologica e religiosa. In questo modo, emerge un altro ben più ampio passato, che riporta le lancette storiche intorno al XXI secolo a.C. e colloca il popolo dei Siculi al primo posto tra le popolazioni che hanno civilizzato gran parte dell’Europa antica.
Tuttavia, è stata un’impresa affrontare e correggere verità storiche affermate da tempo; se non abbiamo i pregiudizi – conclude Claudio D’Angelo –  non è facile mettersi in discussione escludendo nuove possibili ricerche, nuove ipotesi, o meglio, un’altra versione e un altro metodo di studio che ci possa indirizzare verso altri indirizzi ampliando l’orizzonte delle nostre conoscenze.
Il filosofo cinese Confucio scriveva: “Ci sono due errori che si possono fare lungo la via verso la verità, non andare fino in fondo, e non iniziare”. E allora apriamo gli occhi, ricerchiamo l’autenticità delle nostre origini, riscopriamo oggettività e bellezza dalla terra in cui viviamo e dalle cose che ci circondano, non conoscere la nostra provenienza equivale a non sapere dove siamo diretti»

 

Info

Autore: Claudio D’Angelo

Editore: EBS Print

In commercio dal: 6 dicembre 2018

Pagine: 300 p., ill. , Brossura

EAN: 9788893494960



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