“Caccia alle stelle” con il direttore scientifico del Planetario di Milano


Add to Flipboard Magazine.

Il 9 e 10 agosto a Bielmonte e nell’Oasi Zegna doppio evento sull’osservazione del cielo stellato, dai racconti mitologici alla nostra epoca. Il 10 Fabio Peri, direttore scientifico del Planetario di Milano, racconta la volta celeste

«La luna è facile da individuare in cielo, è la prima cosa che i bambini riescono a riconoscere. Oggi, che ricorrono i cinquant’anni dallo sbarco dell’uomo sulla luna, è ancora più bello guardarla e pensare che cinque decenni fa qualcuno ci ha messo piede. Magari stai guardando proprio il posto esatto in cui è atterrato. Quest’anno abbiamo poi la fortuna di avere due pianeti, Giove e Saturno, molto ben visibili».

Sarà un doppio evento all’insegna dell’esplorazione celeste, quello del 9 e 10 agosto all’Oasi Zegna e al Palasport di Bielmonte, intitolato “Caccia alle stelle”. La serata del 9 – si comincia alle 20.30 – vedrà i partecipanti impegnati in un’escursione notturna sul Sentiero del Lupo, nell’Oasi Zegna, accompagnati da una guida naturalistica e da un astronomo. Nella quiete notturna, si osserverà la luna e, al suo tramonto, le stelle del firmamento.

Il 10 agosto, invece, a salire in cattedra sarà Fabio Peri, direttore scientifico del Planetario di Milano, per un incontro al Palasport di Bielmonte che dà il titolo al doppio evento. La “caccia alle stelle”, fra racconti mitologici e storia dell’osservazione celeste, sarà seguita da un momento di osservazione diretta del cielo, grazie ai telescopi forniti dall’Unione Astrofili Biellesi. «L’incontro a Bielmonte si tiene nel periodo delle stelle cadenti, che dura almeno una settimana – spiega Peri -. Nell’immaginario comune, sono ovviamente delle piccole comete, ma già Dante faceva notare che nessuna stella perde il suo posto. Quindi… cosa sono le stelle cadenti? Sono oggetti. È poco poetica come immagine, ma sono piccoli granellini di polvere grandi un millimetro o poco più, residui di una cometa che posseggono tutta la sua storia. Una cometa ha lasciato nella sua orbita queste particelle: quando la terra ci passa attraverso, le particelle, a contatto con l’aria, la rendono incandescente, creando così il fenomeno luminoso della stella cadente. Lei è “evaporata”, ma scaldando l’aria si è lasciata dietro una scia. Ci ha fatto un regalo».

Il nome “Perseidi”, spiega ancora l’astronomo, nasce dalla costellazione da cui sembrano provenire per effetto prospettico. «Ma si tratta solo di un effetto prospettico: non guardate la costellazione di Perseo cercando le perseidi. Possono essere dappertutto. Il mio consiglio è quello di guardare più cielo possibile, avere uno spazio il più aperto possibile e con meno luce possibile. Se il cielo è illuminato, una stella cadente debole non si riesce a vedere. Quest’anno la luna sarà oltre il primo quarto, quindi farà già lei un po’ di luce. Conviene aspettare che sia tramontata, o guardare quando non è ancora sorta».

Cosa è cambiato, rispetto al passato, nell’osservazione del firmamento? Quali sono le condizioni e i luoghi ideali per fare “sky watching”? Questa, e molte altre questioni, verranno approfondite durante l’incontro con il direttore scientifico del Planetario meneghino. «Presenterò una scelta di racconti mitologici che riguardano il cielo. Ritorneremo al cielo come lo vedevano gli antichi, immaginandosi storie di eroi, guerrieri, principesse. Tutti i popoli hanno guardato le stelle, ma ognuno ci ha visto qualcosa di diverso. Racconterò anche qualche mito giapponese, qualcun altro dell’America del Nord… In qualche modo, ognuno ha provato a umanizzare gli elementi celesti: se identifichi un gruppo di stelle come “la principessa”, ti sarà più facile tornare a individuarlo. Altrimenti resterà solo un gruppo di puntini luminosi».

Scienziato, ma anche abile storyteller, Fabio Peri riesce a contagiare tutti con la sua passione per il cielo e per gli oggetti che lo popolano. «Se dal punto di vista scientifico oggi sappiamo molte più cose, da un altro punto di vista abbiamo fatto passi indietro, perché il cielo non lo guardiamo più. In mezzo a tante fonti di luce come vetrine, lampioni, insegne, non solo in città, ma anche in montagna, il cielo non ha più lo stesso fascino. Quando capita di poter andare in un posto davvero buio, lo stupore di guardare il cielo ci riporta a quattromila anni fa».

La serata del 9 agosto sarà preceduta, per chi lo vorrà, da un aperitivo alle 19.30 all’agriturismo Alpe Margosio. La partenza è alle 20.30 alla Bocchetta Margosio, il rientro è previsto per le 23. Info e prenotazioni: 015.0990725 – 349 6252576 – overalp@overalp.com.

La serata del 10 agosto comincerà alle 21 al Palasport di Bielmonte. Dalle 22 alle 22.30, si potrà osservare il cielo con i telescopi messi a disposizione dall’Unione Biellese Astrofili. È necessaria la prenotazione su www.alpibiellesi.eu/caccia-alle-stelle-2019.



Devi essere registrato per inviare un commento Entra o registrati