Arthur Rimbaud, da poeta a mercante


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“Dallo stesso deserto, nella stessa notte, sempre i miei occhi stanchi mi risvegliano alla stella d’argento”. Sono versi tratti da quel delirio eroico e visionario che è “Mattino”, lirica violentemente struggente di Arthur Rimbaud, a sua volta compresa nel poema “Una stagione all’inferno” (1873), che tanto ha contribuito al mito romantico del “poeta maldetto” francese – l’icastica definizione è dell’amico Verlaine. Lo scrittore genovese Dionisio di Francescantonio riprende quei versi per intitolare questa sua ultima fatica letteraria, uno straordinario romanzo incentrato sulla figura di Rimbaud commerciante, nel sostanziale rispetto della sua realtà storica. Operazione già interessante in sé, in quanto, com’è ovvio, le esegesi sulla poetica sopravanzano di gran lunga i dati sull’ attività di Rimbaud mercante.

Il libro  tratteggia efficacemente il profilo essenziale del protagonista. Genio inquieto, eversivo d’ogni forma poetica, politica e morale, Rimbaud voracemente consuma in pochi anni di gioventù – dai quindici ai diciannove – la sua concitata e geniale esperienza artistica. Una vita erratica, impetuosa e breve, tra tortuose peripezie e trasgressioni convulse. Dal 1880 è nel Nord Africa, dove intraprende con successo l’attività di agente commerciale.

Di Francescantonio riparte proprio da qui, per ripercorrere in un’ appassionante avventura le piste mercantili e le mosse di un giovane Rimbaud che, uscito definitivamente dal suo universo letterario, tratta con smaliziata abilità il commercio di avorio, spezie, pellame, armi e animali da soma: “imparava le lingue degli indigeni con estrema facilità, assimilando i loro costumi con naturalezza”. Tra romanzo e biografia, l’Autore rielabora e rispetta il personaggio, arricchendone il profilo di una vitalità fresca, moderna e credibile. Il quadro, storicamente e geograficamente, è non solo veritiero, ma ricostruito con cura. La stesura della vicenda è infatti preceduta da studi, ricerche, sopralluoghi di speciale scrupolo filologico. Le fonti sono autentiche e sicure, consistendo in massima parte nell’epistolario dello stesso Rimbaud alla famiglia e agli amici. L’Autore, che è anche ottimo pittore, padroneggia autorevolmente la materia – ambienti, situazioni, personaggi: magistrale la ricostruzione di certe atmosfere tutte levantine – avendo di persona visitato i luoghi e conosciuto a fondo l’intera opera del poeta. Con ingegnoso espediente letterario l’io narrante è dato da un immaginario ma verosimile operatore italiano, attento ai traffici locali come agli interessi nazionali di un’Italia allora molto legata all’economia e alla cultura della regione. Un Rimbaud fuori dal mito, a tutto tondo, ben vivo. Un libro bello e avvincente: raffinato, colto, scritto con mano sicura, acuta psicologia e speciale sensibilità umana.

Gian Luca Caffarena

Scheda libro

  • Copertina flessibile: 192 pagine
  • Autore: Dionisio di Francescantonio
  • Editore: Solfanelli; Solfanelli edizione (14 febbraio 2019)
  • Collana: Pandora
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8833051196
  • ISBN-13: 978-8833051192

 



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