In Toscana a scorrazzare con la spider sull’Aurelia


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La via Aurelia è un’antica strada consolare romana che costeggiava il mar Tirreno e il mar Ligure fino alla Francia. Si chiama SS 1 da quando venne istituita nel 1928, il cui percorso tocca Roma – Civitavecchia – Grosseto – Livorno – Pisa – Genova – Imperia – fino al confine francese di Ventimiglia.
La sua denominazione si rifà appunto alla Via Aurelia della Roma antica.

Abbiamo voluto percorrere quel tratto che rese immortale “Il Sorpasso” il capolavoro del 1962 di Dino Risi che costituisce uno degli affreschi cinematografici più rappresentativi dell’Italia del benessere e del miracolo economico di quegli anni.  Da allora l’Aurelia con la sua opulenta vegetazione è diventata l’emblema delle vacanze italiane, della spensieratezza, della libertà, della leggerezza dell’essere. Quella spider, la Lancia Aurelia B24 nel film guidata da Vittorio Gassman, è passata alla storia anche per il suo clacson tritonale massima espressione di chi ha premura di incontrare l’avventura estiva, il divertimento senza sosta.

L’Aurelia la percorriamo al contrario rispetto all’itinerario del film, partiamo dalla bellissima e caratteristica Livorno, luogo in cui si trova la scogliera dell’incidente, a Calafuria, nella quale si conclude la pellicola di Risi

Livorno è abitata da un popolo ironico e schietto dall’accoglienza tipica della gente di mare. Passiamo dalla storica e imponente Accademia navale della Marina Militare, fiore all’occhiello della città, per dirigerci verso il porto, un bellissimo porto. E’ ora di pranzo, fa molto caldo, scegliamo di fare una sosta in un ristorantino dove si mangia pesce fresco e di qualità, si possono gustare piatti di crudo da leccarsi i baffi senza surclassare il resto, anzi.

Si chiama L’Andana degli Anelli, il personale è gentilissimo, lo chef sa il fatto suo, il panorama è molto vacanziero e l’atmosfera è leggera. L’unico problema è la scelta del menù ma c’è la persona preposta ai consigli e alla spiegazione dei dettagli. Interessante, indirizzo da conservare per il futuro.

Riprendiamo la nostra spider e ci dirigiamo verso Castiglioncello, ci fermiamo allo storico Hotel Miramare che ospitò la troupe e il cast del film Il Sorpasso, tra cui Vittorio Gassman, Catherine Spaak e Jean-Louis Trintignant nel periodo delle riprese. D’altra parte il Miramare è un luogo molto particolare, seppur attualmente con una nota di malinconico decadimento, è posizionato fronte mare, avvolto in un parco centenario intervallato da terrazze stupende che arrivano fino agli scogli. La sua storia ebbe inizio nel 1912 quando Romolo Monti arrivò da Carpi per realizzare un albergo fuori dal comune, che affascinasse e portasse le persone ad ammirare il mare che lo aveva fatto innamorare. Così fu. Il Miramare fu infatti frequentato negli anni ’20 e ’30 da esponenti della politica e dell’aristocrazia, dell’arte e della cultura tra cui Ettore Sacchi ministro dei Lavori Pubblici, il principe Bariantinsky fuggito dalla Russia nei giorni della Rivoluzione, Madame Solvay Semet e famiglia, il pittore Oscar Ghiglia, Arturo Toscanini, lo scultore Medardo Rosso, lo scrittore e critico letterario Giovanni Papini, il pittore e critico d’arte Ardengo Soffici, lo scrittore e regista Mario Missiroli, Luigi Pirandello e Marta Abba, Emma Gramatica e Massimo Bontempelli.

Il 19 agosto 1944, vi sostarono gli artefici della liberazione d’Italia; a un tavolo apparecchiato in giardino c’erano Winston Churchill, i generali americani, Marshall, capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Eisenhower, comandante delle forze americane in Europa, Clark, comandante della Quinta Armata, Ryder, comandate della 34esima divisone Infantry (fanteria) e Crittenberg comandante della Seconda Divisione corazzata.

Sempre al Miramare nel 1984, Giovanni Spadolini, allora Ministro della Difesa, volle ricordare il quarantennale della sosta di Winston Churchill e degli ufficiali alleati presso l’Hotel e in quell’occasione fu posta una targa commemorativa all’ingresso dell’albergo.

Dopo un tramonto indimenticabile e un po’ di relax riprendiamo la nostra spider e ci spingiamo a Vada che ricorda esattamente i luoghi del passato, come se il tempo non fosse trascorso. Solo una manciata di locali e tentiamo la fortuna di incontrare qualcuno che ci parli del territorio, che ci faccia vivere quel tratto di Toscana e della sua tradizione turistica. Così ci sediamo in uno   di questi localini attratti anche dall’insolito nome “I fichi Secchi”. Tavoli di ogni foggia e sedie tutte diverse una dall’altra ci danno il benvenuto, seguito poi da un menù molto accattivante: decidiamo allora di scambiare quattro chiacchere con uno dei proprietari, Federico, un ragazzo giovanissimo ma con quell’entusiasmo ormai difficile da trovare e con quel gusto per le cose autentiche locali così raro in giovani di quell’età. Federico insieme a Filippo hanno deciso di aprire questo locale così insolito, che non è un “comune” ristorante; qui puoi spaziare dal bere un drink fatto ad arte, ad assaggiare vini straordinari, oppure mangiare se lo desideri. E si, lo desideriamo, ed è stata una scelta ripagata in pieno, davvero un’esplorazione del territorio. Iniziamo con l’assaggiare le zonzelle (croccanti bocconcini di pane fritto) da accompagnare a una portata (si fa per dire) del salumiere toscano, alla stracciatella, ai patè… purtroppo siamo stati costretti a fermarci per la sazietà  ma abbiamo visto sfilare sui tavoli vicini dalla ribollita più autentica, alla pappa con il pomodoro maturo e stracciatella, dalla battuta al coltello di chianina, al gran crudo di carne da far girare la testa, e poi ancora acciughe sotto pesto a… beh, andate senza indugio ad assaggiare personalmente.

Riprendiamo la nostra spider e torniamo al Miramare. Che dire davanti a tanto splendore? Le camere da letto si affacciano sul mare dove in quel momento si specchiava una luna così grande e così luminosa da rendere argentato l’infinito. La storia di questo luogo la si sente sulla pelle, la mente vola, l’anima si ristora, la Bellezza di questo angolo di mondo è d’altri tempi, una Bellezza senza manipolazioni o artifici. Tutto è giocato dalla natura, dai colori e da quelle mura che narrano storie novecentesche così lontane dalla realtà di oggi.

Il mattino seguente l’Aurelia è nostra, andiamo a Rosignano Marittimo luogo in cui si trovava la villa della moglie di Gassman nel film “Il Sorpasso”, vi furono riprese anche in una porzione di spiaggia e il ristorante La Lucciola dove fu girata la scena della partita a ping pong i tra Gassman e il fidanzato della figlia

Nella nostra esplorazione del territorio raggiungiamo anche l’attigua frazione dove il mostro della Solvay interrompe quell’atmosfera leggera e ci riporta al lavoro, alle centinaia di famiglie che grazie a “quel mostro” vivono ma che onestamente stona eccessivamente anche per l’edilizia di quest’area, chiamata per l’appunto Rosignano Solvay, composta da decine e decine di palazzine datate tutte uguali, un po’ decadenti e dal medesimo colore.  Vogliamo sganciarci in fretta, è una zona industriale, nulla da vedere o da evidenziare. Ci consigliano di vedere però le spiagge bianche e non possiamo fare a meno di constatare il “miracolo” della Solvay che con i suoi scarichi nel corso dei decenni ha creato spiagge tropicali che attirano, nella stagione estiva, numerosissimi turisti. In realtà il colore cangiante della spiaggia è dato per il 90% dal calcare cotto e finemente tritato e per il 10% circa cloruro di calcio provenienti dagli scarichi dell’adiacente industria chimica. Va detto che dal 2010 la Solvay ha messo in atto una conversione tecnologica e finalmente ha cessato di scaricare in mare.

Bagni Ausonia anni 60

Ritorniamo verso Castiglioncello, ora un bel bagno in quell’acqua cristallina non ce lo toglie nessuno. All’albergo Miramare c’è un accesso al mare dagli scogli, di lato una spiaggetta di sabbia dorata. Ma noi vogliamo cercare i Bagni Ausonia, la spiaggia de “Il Sorpasso” che si trova proprio nella suggestiva Baia del Porticciolo, sotto il parco dell’Hotel Miramare. La spiaggia non esiste più, è stata erosa dal mare e al posto della sabbia ci sono delle terrazze.

Riprendiamo l’Aurelia e ci dirigiamo verso il Lazio con la promessa di raccontarvi una nuova avventura.

 

Eleonora Ferrari



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