Lo zibibbo di Pantelleria patrimonio dell’umanità


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zibibbo

L’Assemblea generale dell’Unesco, oggi pomeriggio a Parigi, ha iscritto la pratica agricola della vite ad Alberello di uve zibibbo di Pantelleria tra i Beni immateriali dell’umanità. Per la prima volta l’Alto organismo internazionale ha attribuito questo riconoscimento ad una pratica agricola, riconoscendone il valore storico-culturale oltre che identitario. La coltivazione della vite sull’isola ha, infatti, modellato nel tempo il paesaggio, realizzando uno dei contesti agricoli più suggestivi al mondo. Al centro di questo scenario la vite e il particolare sistema di allevamento, quello ad alberello.

La sua forma di coltivazione è il risultato straordinario di un’agricoltura che, assecondando la natura, ha saputo realizzare un primato d’eccellenza viticola, studiata ed ammirata in tutto il mondo. Il sistema di allevamento ad alberello basso, in conca, con uno sviluppo vegeto produttivo rasente i terreni, costituisce un unicum che va difeso, tutelato e rilanciato.

“E’ un grande traguardo per l’Italia e per Pantelleria – ha commentato il sindaco di Pantelleria, Salvatore Gabriele – credo che sia una grande scommessa, un grande elogio ad una comunità che, nei secoli, ha saputo trasformare luoghi impervi in terrazzamenti dove si produce un prodotto straordinario. Ora dobbiamo lavorare con il Ministero e la Regione Siciliana ad un Piano di gestione sull’alberello, dove poter declinare tutta una serie di attività di tutela e valorizzazione della pratica agricola e del vigneto pantesco”.

A rappresentare la Sicilia a Parigi anche Dario Cartabellotta, Responsabile Unico della Regione Siciliana per il Cluster Bio- Mediterraneo di Expo Milano 2015, che ha annunciato un ruolo di primo piano per l’isola di Pantelleria: “Affidando a Pantelleria l’apertura degli eventi del Cluster ad Expo – sottolinea Dario Cartabellotta – riconosciamo il primato di una terra, che tra l’Europa e l’Africa, ha saputo offrire all’uomo la sintesi più felice delle colture e delle culture del Mediterraneo. Un patrimonio di biodiversità che ha radici antiche ma che vogliamo portarci integro nel futuro delle nuove generazioni”.

 



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